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[Volume primo e volume secondo.]
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che accrebbero la penetrazione edil vigore della sua mente. Fornitodi quella finezza e verità di discer-nimento eli’ è tanto necessaria perfar utili progressi nelle scienze,si partì dalle scuole, ove aveva im-parato l’ arte di studiare da sè, esi recò a Padova ove poteva faremaggiori progressi ne’ suoi predi-letti studii. Fu quivi che strinseamicizia coi dotti di quella Uni-versità da’ quali ascoltava le lezio-ni di Fisica, di Astronomia di A-notomia, i quali tutti lo teneva noin grande estimazione. Fu poi inispezieltà ammirato dal Caldaniper il sommo intendimento e ia-cilità con cui formò un orecchioumano sessanta volte più grandedel naturale, che conservasi anco-ra in quella I. R. Università. In-coraggiato per sì meritata lode, ilTofloli si applicò con maggiorealacrità a lavori di più alta impor-tanza. E per vero inventò il mododi rendere consistente il cervelloin guisa da poter sovra esso prati-care con facilità esami anatomici,e di conservarlo per lungo tempo.Siffatto metodo da lui inventatovolle farlo noto a tutti, per lo chepubblicò una sua memoria. Nè te-nendosi pago a ciò, poco dopo in-ventò un microscopio tascabile ;una macchinetta per costruire len-ti, la quale fu premiala dalla so-cietà patriotica di Milano, ed unodometro per misurare con preci-sione la lunghezza delle strade.Perfezionò in oltre gl’ ìstromenliastronomici nella Specola di Pa-dova j e diede in luce il saggio so-pra i camini che non fumano, ilquale ebbe una felice riuscita. Madegna poi dell’ esame e della at-tenta considerazione delle più col-te e dotte persone si è la macchi-na elegantissima da lui compostaper rappresentare nel modo piùchiaro il sistema Copernicano .Nonjsarà discaro per chi desideraformar, i una compiuta idea di co-

sì ingegnosa invenzione di ripor-tare qui la esatta descrizione lat-tane dall’ ab. Domenico Toffuliparoco-curato di A odo, e nipotedell’autore, che la possiede, e laconserverà per onorare la memo-ria dello zio e per decoro della pa-tria. » Avvi mi tavolino mobile di« figura rotonda, e molto elegau-« te. Nel mezzo vi è uua cavitàn rappresentante una sezione di55 Sfera alta 5 pollici con 20 di dia-»5 metro coperta da una tavolettan quadrata, che serve di custodia55 al Planislerio. L’orlo supcriore55 di questa sezione, o carità rap-55 presenta mezza la fascia del Zo-55 diaco, e 1 ’Eclittica divisa in se-55 gni, e gradi, in mesi, e giorni» corrispondenti fra loro. La par-55 te superiore di questa cavita ,55 oltre la tavoletta, che levasi, è55 coperta da ini cristallo j la iuie-55 riore è un piano alquanto cuii -55 cavo nel centro composto di set-55 te lamine metalliche conceiitri-55 che, e circolari poste in modo55 che 1 ’ esterno lembo dell' mia55 copre l'interno dell’ altra. L’ in-» terno poi di questa cavità è di-si piato cilestro, ed ha un gran55 numero di stelle metalliche ivi5 > fissate, che rappresentano il Fir-55 maniento.

» Aperto verticalmente il cri-si stallo vi si vede una Sfera Ar-is miliare, o Planisferio della gran-ii dezza della cavità, il cui centro55 diviene il Sole della Macchina -,» li poli della sfera, e tutti li cir-si coli di essa divengono paralelliss ai poli, e circoli della piccolasi Terra come appresso diremo.

11 Dalla prima lamina centro11 della base di questa cavità sorgess perpendicolarmente al piano di11 essa un grosso filo metallico rap-ii presentante l’asse dell’ eclittica,

11 e portante sopra di sè il globosi dorato del Sole colle sue mac-51 chie, il qual mostra il suo moto55 di rotazione in giorni 25 ore 9.