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Ludovico Dolce , ed altre scrittu-re dal Vermiglioli ricordate.
K. Gcmbc.
MARIOTTl (Annibale), Me-dico, Antiquario, Filologo, e Poe-ta ebbe nascimento in Perugia nel1^58, dove anche ottenne lette-raria e scientifica instituzione, elaurea dottorale nel i ■j 54 - A pro-gredire utilmente nel camminodel sapere recossi a Roma, e vistudiò fisica sperimentale sotto ilp. Iacquier, meccanica ed astrono-mia sotto il p. Seur, e medicinaalle lezioni del Saliceti, del Gian-neschi, attendendo spezialmen-te alla chimica nello Spedale de’Buonfratelli sotto la inspezionedel dott. Vbyola, medico allora ac-creditatissimo. Reduce dopo dueanni in patria, ebbe nel Liceo cat-tedra di medicina, e ( notò il suodiligente biografo cav. G.B. V'er-niigìioli), egli fu il primo in Pe-rugia ad abolire il barbaro sti-le di dettare i propri scritti , so-stituendo a questi la spiegazionede' migliori Autori. Nel 1761 siallontanò dalla patria, invogliatodi rendersi più istrutto nella pra-tica e nella teorica col visitare ladotta Bologna, dove fiorivano ilBeccari, il Molinelli, il Monti; edindi in Padova, dov’ era allora ingrido l’illustre Morgagni di cuiguadagnossi la stima per avere so-stenuto una medica quistione con-tro il prolasso del cuore. Si resti-tuì alla sua Perugia nel 1^65 facen-dosi coadiutore a Prospero suo pa-dre nella cattedra di botanica ,della quale nel 1767 ottenne as-solutamente il possesso, dopo es-sersi fatto ammirare con dottissi-me sue lezioni. Fornito com’era dibello e facile ingegno sapeva ri-volgerlo con profitto, oltre allescienze filosofiche, anche agli stu-di geniali, e spendere il tempo inquelle opere che ci rimangono, eche lo distinguono ora come poeta,
ora come antiquario, ora come fi-lologo e cultore delle Arti bell». IlBianconi, nelle Lettere Celsiane,mostra quanto avesse in isti ma ilMariotti, da cui faceva voti che s’a-vesse ad ottenere una nuova dottaedizione di Celso, la quale s’ ebbepoi in vece in Italia per le cure diLeonardo Targa medico veronese.» Fra gli svariatissimi studi ( e11 qui ci piace di trascrivere le pa-li role ingenue del Vermiglioli )11 a’ quali fu sempre applicato ,» quelli che gli divennero cari so-li pra d’ogni altro furono gli ono-n revolissimi della patria e dome-si stica storia, che sempre propo-li nevasi d’illustrare sotto d’ogni11 rapporto . Laonde fu indefesso11 nel raccogliere libri di perugini11 scrittori, o che di perugine cose>; parlassero; assiduo nello spoglia-li re biblioteche ed archivii peri) trarre una preziosa suppellettile» di patrie memorie ; pertinace11 nel compilare adversarie, estrat-» ti, selve, e prospetti d’ogni spe-li eie , deile quali cose tutte noi11 stessi abbiamo tratto tanta e sì11 grande utilità, che senza queste11 sue làtiche moltissime noi non11 avremmo potuto compilare chei> assai più imperfettamente I’ ope-11 ra nostra; e bisogna aggiugnere11 in oltre, come fu tanto e sì gran-ii de il suo amore verso la patria,11 che per non dividersi da essa11 rifiutò perfino le cattedre che11 con onestissime condizioni gli si» proposero in Fisa, in Pavia, ed11 in Dresda ” . Ebbe corrispon-denza co’ principali uomini illu-stri del sup tempo, ed appartennea non poche Accademie ; fra le al-tre a quelle degli Etruschi di Cor-tona, degli Arcadi di Roma, de’Leopoldini di Germania ec. AlleBelle Arti rese distinto servigio il-lustrandone la storia nelle sue Let-tere pittoriche perugine. Non fulunga la carriera vitale del Ma-riotti , essendosi compiuta nel