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violentò d’ nn suo potente con-giunto, che vendicare nè patirepotè, il costrinse a lasciare il belcielo d’Italia. Venduti i beni cheebbe in retaggio da una madre col-ta e spiritosa, valicò le Alpi, e vi-de la Francia. Colà, fatto bersagliodi novelle vicissitudini , anzichéavvilirsi, ricorse alla sua penna, edettò in due volumi in lingua fran-cese preziose e lunge Memoriespettanti alla storia naturale d'Ita-lia. Quest’ opera, che servi a viepiù diffondere il suo nome, lo fe-ce conoscere a quel Grande che idestini allora reggeva d’ un vastoimpero. Questi, non contento d’a-verlo chiamato a Custode della bi-blioteca dell’Istituto delle Scienzein Bologna, tra i primi lo elesse amembro dell’ Istituto NazionaleItaliano. In Bologna i suoi colleghilui ad una voce vollero a segretario,mentre non si credè .... esserviuomo che per eleganza e precisio-ne dello scrivere, per V attività,per La prontezza per l' estensionede' lumi, per altre favorevoli cir-costanze lo pareggiasse ( i ). Logo-ro il Fortis pei lunghi studii e viag-gi intrapresi, sentendosi venir me-no, con coraggio, a tutti adem-piendo i doveri che la religione im-ponevagli, sentì la mano che perl’ultima voltagli opprimeva il pet-to, e spiro ( 2 ) in Bologna nel dì21 ottobre dell’ anno (8o5. Fu eglinomo benefico ; fu talvolta troppofacile allo sdegno, troppo all’ amo-re ; ma seppe altresì in più circo-stanze frenarsi, ed essere generosoverso gli stessi suoi nemici. Legò,morendo, quanto possedeva allepersone, che seco lui da molti annivivendo, ne’suoi infortuni gli fece-ro mostra di sincera e leale amici-zia (5j. Tra queste è da ricordarsi la
( 1 ) Elogio cit. p. xxxv.
(2 ) Elogio ec. 1. c.
(3) Non solo fu generoso degli averi,ma largo dell’ ingegno suo per abbel-lirne 1’ altrui, Ebbe una vita avversata
signora Sofia Sellier, valente iuta-:gliatrice, che ci tramandò lo stes-so ritratto del Fortis in intaglio.Nè fu questo solo il tributo di gra-titudine e di calda stima che laSellier volle offrire al trapassatoillustre benefattore. Fatta pertantodettare dal chiarissimo signor ca-valiere Schiassi, professore dell’ U-niversità di Bologna, la seguenteepigrafe, la fece scolpire sulla tom-ba di Alberto Fortis j epigrafe cheleggesi nel magnifico cimiterio diquella città, non meno ad onoredel mio concittadino, che dellastessa virtuosa donna.
Ctneribus
ALBERTI . FORTISDomo , Palagio
Pracf . Bibliothecae . Archiì*ynma$iAb . A-iti.t . Instituti . ItaliciPh/yslograpM . DisertissimiQui . Vixit . A . LXIlObiit . XII . Kal . ÌSovemb . A . MDCCClllSophìa , Sellieriferes
Faclend . Curanti
Moltissime sono le opere che cirestano a stampa del Fortis. Noiqui ne riporteremo il catalogo, perquanto ci sarà possibile esatto.
I. Descrizione fisica de’ Golii diMonteiralda- luoiro del territoriovicentino, addrizzata dal ch.p. Al-berto Fortis Agostiniano al chia-rissimo sig. Giovanni Arduini pub-blico Ing-eu-nere della città di Vi-cenza. — Giornale Grisellini ec,
T. I. p. 83 (l^65).
II. Giornale orittologico, conte-nente alcune peregrinazioni fattene’monti del Vicentino. — Gior-nale suddetto. T. IV. p. 4— 1 4-( 17 G 8 ).
l\l. Versione del quarto librodel!’Eneide di Virgilio in ottava
dalla fortuna, insidiata dalla caluuma,rosa dall’invidia ed. agitata dalle sueveementi affezioni. Co' suoi avversarliaveva penna terribile, e riportò segna-lali trionfi su’loro errori. Ma lece più.;,confessò i propri! .... Trionfo rarissimo!
lì Editoró..