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[Volume primo e volume secondo.]
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raggio nell’ atmosfera debb’ esssreprossimamente circolare. A si fat-ta ipotesi si riducono i principiiteoretici de’ sullodati astronomi.

Dalla forma circolare poi deri-vansi i teoremi, che sono confor-mi alle osservazioni , vi si trova ilmetodo per determinare 1 ’ altezzadell’ atmosfera refringente permezzo di una sola rifrazione. Leforinole della rifrazione sono ap-plicate ad osservazioni fatte a Pa-rigi dall’ astronomo Cagnoli, e fi-nalmente F A. accenna Fuso di unquarto di cerchio azimutale , op-portuno per osservare le rifrazio-ni, del quale parla il Boscovich piùdiffusamente nel iv volume.

Il metodo tenuto dall’A. in que-ste ricerche è semplice ed inge-gnoso; cosicché F Accademia di Pa-rigi lo aveva rimeritato di elogi ,ed approvatone lo scritto per lastampa nelle memorie de’ dottistranieri, e il Lalande lo inserì nelsuo corso di astronomia (i). Il mvolume è tutto d’astronomia, eversa più eh’ altro intorno al de-terminare Forbita dì una cometa;e si può anzi riguardare siccomeun trattato astronomico-matema-tico di questi corpi celesti.

Vi si sviluppa compiutamente ilmetodo per determinare F orbitad’ una cometa per mezzo dì tre os-servazioni non molto distanti fradi loro; metodo proposto nella dis-sertazione delle comete pubblicatain Roma l’anno « 7 46 , di cui ab-biamo già riferito le cose princi-pali. Avvertiamo però , che talememoria è in questo volume inte-ra, e di bel nuovo ristampata.

Il fondamento del metodo, sic-come abbiam detto , sta nel sosti-tuire il movimento rettilineo eduniforme al curvilineo ed inegua-le. Siffatto principi devesi a New-ton, e Bouguer se ne servì per la

(i) Astronomie. Tom. 11. p. 2156,pag. 626, et suiv. trois. edil. Paris.

soluzione del medesimo problema.Tuttavia è forza confessare, che,malgrado le forti accuse direttecontro F A. da alcuni accademicifrancesi, nelle quali si pretendevadimostrare, che un tal metodo eraun plagio di quello di Bouguer, ilprincipio di Newton è diversamen-te maneggiato dalBoscovich,e con-duce a risultati più rigorosi, sic-come ha egli provato , applicandola sua teorica ad alcune particolaricomete ; anzi mostrò egli il primol’insufficienza de’metodi usati daNewton, e da Bouguer. Prima-mente egli fa vedere, che condu-cendo una corda nell’ arco parabo-lico, che si suppone descritto dallacometa, e un raggio vettore, chetagli la corda medesima, se il sec-mento del raggio intercetto tra lacorda e l’arco è piccolo in confron-to di tutto il raggio vettore, la ve-locità del punto d’intersezione diquesta retta colla corda è pressoche costante ; quand’anche la ve-locità del punto corrispondentenella curva sia molto ineguale. Visono calcolati gli elementi dellacurva, e si trova la distanza dellacometa per mezzo di una costru-zione grafica, e della trigonome-tria, e richiamasi a nuovo esameF equazione di sesto grado, a cuipuò ridursi algebricamente questoproblema. Di tale equazione si òparlato ove abbiam dato conto del-la dissertazione intorno alle come-te. Gli esempli addotti dall’ A. so-no relativi alla cometa del 1774.Nelle memorie correlative vi ha dimolte cose utili, specialmente al-F astronomia, e tra le altre la riso-luzione de’ triangoli sferici permezzo della riga e del compasso ;metodo ch’era stato dal Boscovichpubblicato in Roma fino dall’anno1757 , e vi ha pure una memoriadel ritorno delle comete. Ci duo-le, che la natura dell’ opera nostranon ci conceda di qui riferire al-cune di quelle risoluzioni. Alla