costrusse la «ua gran lenta ustoriain Parigi. Boscovich esamina lecagioni, per 1» quali quella lentenon produsse gli effetti che se neaspettavano, attribuendole al dia-metro apparente del Sole, e aglierrori di sfericità, e di rifrangi-bilità.
Nel terzo opuscolo propone laidea di un cannocchiale riempitod’acqua in vece di aria ; insegnan-do come per mezzo di questo si po-trebbe decidere la quistione, se laluce sia più veloce in un mezzo piùdenso, come nell’ acqua, in con-fronto dell’ aria, oppure se in quelmezzo cammini più lentamente ,che non in questo.
Si potrebbe meglio Confermarela natura e le proprietà dell’aber-razione annuale delle fisse, e permezzo di questo strumento si ot-terrebbe ancora una piccola , masensibile aberrazione negli oggettiterrestri. ^
Noi non crediamo, che gli astro-nomi nè i lisici abbiano fin ora ca^vato dall’ uso di questo strumentoalcun importante vantaggio ; sap-piamo perù, che un simile pensie-i'o si trova altresì nelle Transazio-ni filosofiche di Londra per l’an-no 1767, ma che se ne deve 1’an-zianità all’A., avendone egli scrittodi proposito a La Lande nell’ anno1766.Il quarto opuscolo ha per og-getto un nuovo micrometro, ilquale consiste in una specie diprisma di vetro semplice, mobile,lungo l’asse del cannocchiale, coiquale si possano determinare i dia-metri dei piccioli corpi celesti/ esiccome l’A. pensava di potere col-lo stesso metodo misurare angolianche molto maggiori, così chiamòlo strumento anche megametro.Questa scoperta gli fu assaissimocontesa dall’ a<b. Rochon , che dique giorni immaginò il microme-tro a doppia rifrazione. Ma noi,attenendoci alla storia da lui stessopiientu, che ci sembra imparziale,
« molto più a quanto ne dice inun estratto delle opere del Bosco-vich il francese Lalande, crediamoche il geometra raguseo sia statorealmente 1’ inventore dello stru-mento accennato.
Poco diremo del quinto opusco-lo, in cui si esamina un nuovo can-nocchiale, che presentava contem-poraneamente due immagini del-lo stesso oggetto^ una diritta e l’alrtra rovesciata, e ove si tratti di og-getti in moto, il movimento delleimmagini è uguale, ma in direzio-ne contraria. È lo stromento com-posto di due cannocchiali , 1’ unointrodotto nell’altro, e dei qualiuno porta un obbietto forato.
L’ A. mostra l’imperfezione diquesto cannocchiale , da cui gliastronomi non trassero alcun van-taggio.
Avendo il signor Messier osser-vati piccoli globi neri montare ob-Lliquamente sopra il disco del so-le, il Boscovich in una lettera, cheforma il sesto opuscolo, cerca dispiegare questo fenomeno , attri-buendolo a grossi granì di gra-gnuola trasportata dai venti ; in-torno a che stimiamo, che i fisicitroverebbero alcun che a ridire,malgrado i ragionamenti dell’ A.
Gli ultimi tre opuscoli si aggi-rano intorno alle rifrazioni astro-nomiche. L’ A. vi parla de’ princi-*pii e dei trovati di Bradley , diSimpson, di Cassini e di Bouguer,esamina la natura e le proprietàdella curva descritta nell’atmosfe-ra da un raggio di luce / mostracome abbia tutte le proprietà ge-nerali delle traiettorie dessritte percagione di forze centrali eguali, ead eguali distanze dal centro ; in-siste particolarmente sulla pro-prietà derivante dal principio, chela forza ritrattiva 0 esattamente ,od almeno assai prossimamente,sia costante in tutte le distanzedalla superficie della terra -, nellaquale ipotesi i’ arco descritto dal