opuscolo 1 ’ A. tratta geometrica-mente della subnormale, del cir-colo osculatore, e della quadraturadella linea de’seni. 11 secondo o-puscolo contiene gli elementi del-la rotazione del sole sul proprioasse determinati per mezzo delleosservazioni delle sue macchie. E-gli ha però trovato il tempo diquesta rotazione essere di giorni26, 77, quando gli altri astronomiIo giudicano essere al più di giorni25 e mezzo. Questa differenza po-trebbe dipendere, siccome egli af-ferma, dalle oisservazioni fatte nelbreve intervallo di una sola appa-rizione delle macchie sul disco so-lare, clic accadde in settembre del1777, e eh* 3 l’-V potè fare a Noslonvicino a Sens in compagnia delcardinale di Luynes, il quale viai era un piccolo osservatorio. An-che il modo di determinare la lun-ghezza di un pendolo a secondi fuargomento alle meditazioni delBoscovìch , e nell’opuscolo scrittointorno a ciò troviamo alcune coserelative alla costituzione della ter-ra, alla figura del globo, alla varia- 1zione della gravità, ed alla misurauniversale, dedotta dalla lunghez-za del pendolo a secondi, le qualicose possono meritare da’ fisiciqualche considerazione. IMulIa di-remo del piccolo compendio di A-stronomia per uso di un ufficialedi marina, inserito in questo vo-lume, e poche cose aggiugneremointorno agli opuscoli nel resto diesso contenuti. Sono essi le solu-zioni di alcuni problemi di astro-nomia, come ad esempio la deter-minazione della latitudine geogra-fica di Venezia, per mezzo delgnomone, il metodo per impiega-re il ritorno di Venere alla mede-sima longitudine nella retrograda-zione, onde determinare gli ele-menti meno certi della sua orbita,ecc. Più altri si possono altresìconsiderare, siccome una coutì-puazione del trattato dello comete
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inserito nel m tomo. Si cerca in-fatti di correggere l’orbita para-bolica di una cometa, avendo lalongitudine del nodo, e l’inclina-zione dell’orbita per approssima-zione, si determina l’orbita clini-ca quando la parabolica non s’ ac-corda a sufficienza colle osserva-zioni ; trattasi di correggere 1’ or-bita di un pianeta per mezzo ditre osservazioni, e finalmente siesaminano le proiezioni delle or-bite sull’eclittica, e su di un altropiano qualunque, non escludendodall’esame niuna delle sezioni delcono.
Un trattato troviamo nell’ opu-scolo xm dell’aberrazione della lu-ce, pel valore della quale si rinven-gono le opportune formole.
Abbiamo notato , che 1 ’ A. di-stingue il caso, in cui 1’ oggetto simove corrispondentemente al tem-po, che la luce impiega per venireda esso corpo all’occhio, recando1’ esempio dei pianeti e delle co-mete, lo distingue, diciamo, dal-l’altro comune, in cui l’oggolLo sisuppone immobile pertutto il tem-po che la luce consuma per arri-vare all’osservatore, e ne abbiamo1’ esempio nelle stelle fisse (1); epor impor line a questo esame in-torno alle opere del Boscovich, di-remo , che le dimostrazioni sem-plici ed eleganti di alcuni teoremidi trigonometria'piana e sfericaformano 1’ ultimo opuscolo del v.volume. Per esempio si dimostra,che il quadrato dell’ area di untriangolo piano qualunque è ugua-le al prodotto della semisomma deitre lati per li tre eccessi, moltipli-cati tra di loro, di detta semisom-ma sopra ciascuno de’ medesimilati ; si dimostra che 1’ area di un
(1) Il Lalande pone tra’libri ila con-sultarsi per rispetto all’aberrazione del-la luce quelli del Boscovich . Astrono-mie, Ioni. 111, par. 2857, 2860, pag. 101,106. Paris. 3 edit.
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