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[Volume primo e volume secondo.]
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274
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triangolo sferico è uguale all’ec-cesso de’suoi tre angoli sopra dueretti , intendendo però di averefatto il raggio della sfera ugualeall’ unità.

Se quest’articolo non fosse giàtroppo lungo, noi daremmo unsunto anche dell’ opera De expe-iJilione litteraria; Rumae ec. (tra-dotta anche in francese, e pubbli-cata col titolo di Voyage géographi-que et aslronomique , Paris) scrit-ta in occasione che il Boscovieh im-prese col P. Le Maire la misurad’ un grado del meridiano neglistati pontifici, ad elogio della qua-le basti il riferire le seguenti pa-role d’un illustre geometra italia-no , ri dove (cioè nell’ opera sud-detta ) 1’ insigne matematico P.Boscovieh ha dato un tesoro di me-todi ingegnosi d’ astronomia pratica e di soluzioni di un gran nu-mero di problemi astrusi, relativialla figura della terra cavate dallapura geometria (i) Cosi noi sia-mo obbligati a passare sotto silen-zio altre dissertazioni dell’A., co-me per esempio quella, in cui pro-pone egli una difficoltà contro laspiegazione dell’ arco baleno este-riore , e alla quale egli stesso ri-sponde ( 2 ) ; difficoltà riprodotta crisoluta dell’ Oaùy nel modo , co-me questi avverte , suggerito dalP. Boscovieh (5).

Taceremo pure del suo Giorna-le di un viaggio da Costantinopo-li iti Polonia pieno di frivolezze,e vuoto d’ogni buona considera-zione . Leggesi in fine di questogiornale una relazione delle ro-vine di Troja , e il Prospetto del-le opere nuove matematiche del-l’A. contenute in v tomi, e stura-

( 1 ) Gagnoli : Trigonometria piana esferica pag. 148. Parigi, Didot. 1786.

(2) Mémoires des Savans ètrangerstom. 111.

( 3 ) Haiiy: Traile èlémentaire de Phy-SÌtjtie: tom. n, pag. 264-56 secondeédit. Paris, chea Coureier. 1800.

paté in Passano; delle quali abbia-mo ragionato. Ma non vogliamopassare sotto silenzio il poema: Desolis ac lunae defectibus. È que-sta una delle principali opere del-1’ A., nella quale la musa di Virgi-lio a vicenda e quella di Lucreziovestirono delle più vaghe forme la-tine, e dei versi più armonici pro-fonde dottrine astronomiche e laNeutouiana teorica intorno allaluce, e molte altre cose alla fisicaappartenenti. Aveva 1’ A. tino dal1755 dettato intorno a questo ar-gomento un poemetto di trecentoversi, che fu recitato per h solen-ne inaugurazione degli stadi nelcollegio romano. L" A. andò poi apiù riprese accrescendo questo poe-ma fino a che recato a cinque benlunghi libri lo dedicò in Londraa quella Società reale , a cui erastato ascritto.

Nel primo libro dà 1’ A. una si-nopsi dell’astronomia. Nel secon-do entra a parlare della natura de-gli ecclissi, e spiega quelli del so-le e della luna, e con qual ordine,e a quali intervalli appaiano ; emostra 1’ uso, che se ne può trarrea perfezionare la geografia . Nelterzo tratta de’ fenomeni , che siosservano nell’ecclisse solare cositotale, come parziale . Nel quartoesamina i fenomeni che apparten-gono alla ecclisse lunare, avutaconsiderazione alla penombra, ealla luce, che rifratta dall’atmosfe-ra della terra illumina il disco lu-nare durante 1’ ecclissi. Nel quintodescrive come la luna nelle ecclis-si totali spesso apparisca rossa, delqual fenomeno adduce una spiega-zione non data da altri ; però che1’ attribuisce alla diversa rifragni-bilità de’ raggi diversamente colo-rati , e agli accessi di facile rifles-sione, e di facile trasmissione.

Da quanto abbiamo veduto ci èdato dedurre, che 1’ A. aveva genioinventivo , amore delie scienze edel pubblico , e che le sue opere