ad ogni umana passione , allorala santità del cuore ripiglia lamaggioranza che a lei è dovuta, e1’ universale compianto dimostra,che se l’altezza dell’ ingegno acqui-sta F ammirazione dei pochi chesanno pregiarla, soltanto la bontàde’ costumi è possente a guada-gnarsi F amore di tutti. Però nondee parere ad alcuno che qui man-chi la stima dovuta al saper deldefunto, se il nostro discorso con-vertesi dalle lodi dell’ ingegno aquelle delle sue virtù. La veritàdelle parole, la fedeltà delle pro-messe, l’abborrimento di ogni fro-de od inganno, l’adempimento insomma di tutto quello che nonpuò tralasciarsi senza cadere nelvizio, non sarebbe argomento dilode se non si vedessero molti cam-minare per tenebrosi sentieri nell’abbondanza di ogni umana feli-cità . Ma nel Morali tutte le dotiche abbiamo accennate erano ingrado sì eminente, che è bello a-verne fatto alcun cenno. Era poipronto e volonteroso soccorritorede’ poveri: beneficava a chiunquepoteva ; e il potea di frequenteper la stima e F amore che moltigli avevano posto. Nel desideriodei beni seguitava quella veracesentenza, che il savio basta a sèstesso per esser beato, ma non pervivere j e pierò senza nuocere achi che sia, senza abbassarsi a vil-tà cercava quello onde aveva biso-gno, e sapeva non bisognare diquello che non aveva. Nè l’amici-zia de’ grandi, nè la prosperitàdella fortuna, nè le lodi dei dottilevaronlo mai in superbia; manesuoi modi fu sempre affabilissimo,perchè veramente al gentile ed alsavio si conviene aver l’animo dif-ferente dal volgo, ma simile all’ u-niversale il portamento e la fron-te . Nell’ amicizia era costante eschiettissimo; nè parevagli di es-sere amico a cui non potesse, onon cercasse almeno di giovare.
Quanto era presto a dimenticareciò che per gli altri faceva, altret-tanto serbava con incredibile rico-noscenza la memoria di ogni pic-chila cosa a lui fatta. Quindi ripe-teva) continuamente i nomi di co-loro' che giovinetto gli avevanoagevolati gli studi ; fra i quali ilcelebre Mascheroni gli era sempresul labbro. E solea dire, che que-sto bene la vecchiezza produce ,di poter sempre, mercè la memo-ria, trovarsi nel consorzio di moltisenza pericolo di abbattersi in mal-vagi : perchè egli i pochi tristi odingrati aveva posti in obblio, e so-litario conversava coi molti bene-voli coi quali era vissuto. E deibenevoli gli cresceva il numeroin ciascun giorno per quella rarabontà di cuore e di mente, perquella franca ingenuità di parole,che non consentiva ad alcuno diconoscerlo senza amarlo. Invanovorremmo provarci a descrivere ildolore in cui la perdita di si buoncittadino ha lasciati coloro chesanno quanto F esempio del giu-sto è necessario nel mondo, comeinvano abbiamo forse tentato diritrarre l’immagine delle sue mol-te virtù. Divina fu quella parola,la quale ci ha comandato che ilpianto sulla tomba de’ buoni siapoco, perocché passano dalle tem-peste del mondo al porto di tuttatranquillità: e noi fluiamo volen-tieri in si pietoso pensiero questoarticolo che dovevamo all’ amicoe al maestro.
Francesco Ambkosoli.
CICERI (Teresa) nata Casti-glioni di Como. Era grande ami-ca di Alessandro Volta, il qualene dirigeva gli studi, e ragionan-do con essa de’ suoi, li sviluppava,e vi dava la chiarezza necessaria .Ella trovò il modo di trarre filodal sgambo del lupino bianco ma-cerato, sopra il che stese una dw-sertazione, inserita negli Atti della