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Giovio ; e fu un momento elle ot-tenne 1’ amore, ed aspirò alla ma-no di alcuna tra le figlie di esso; laquale però non è la F. P. , comeaccennò il Pecchio nella vita diFoscolo. Ugo in faccia lodava ster-minatamente il conte: poi in pub-Llico , e dopo fuor d’Italia , nondubitava porlo tra quelli che abu-savano de’ troncamenti, e delle al-tre leziosaggini, ond’era schifosolo stile dei più nel secolo scorso.Nessun letterato poi capitava a Co-mo, che non fosse certo di trovaregenerosa ospitalità nella casa delGiovio, sulla cui facciata aveva fat-to incidere fastosamente aedesJo-viae , e dove si trattava con tut-to il lusso delle famiglie all’ anti-ca. Quivi tra mezzo al cinguettiodi affollate adunanze, egli dettava isuoi scritti, all’ improvviso; e sen-za un morso di lima , ne inviava1’ unica copia alle stampe; altro di-fetto, di cui egli parte accusava ,parte lodava sè stesso coll’intito-larsi Luca Fapresto. Ivi profonde-va a dritto, a traverso 1’ erudizio-ne, non profonda ma estesa, acqui-stata in variatissima lettura; uè sa-peva staccar la mano da un argo-mento finché ancora avesse qual-che cosa, che , per sebbene lievis-simo filo, le si attaccasse. Discorsoavea pieno di saporitissime vivez-ze , delle quali alcune veggonsiscintillare anche ne’ suoi scritti ,massime negli Epigrammi e neiPensieri. Volete un saggio de’pri-mi?
Ad nn Predicatore.
Sei y noi niego , al suon profondo^siila mole , al tuon sicuro^
V arcifanfano del mondo ;
Pur di te, te P assicuro ,
Oratore piu, facondo
JJìi altro avverte t ... il tamburo .
Ad un invidioso.
Tìenmi pur giuso, e i dentiNel tuo livor ti sciacqua ;
Tìenmi pur giù : sovvientiPel sughero $ulT acqua .
Dei repubblicani del 1796 di-ceva : — )> Vogliono essere liberi
e non sanuo essere giusti. » — Achi non ostentava altro pregio chela nobiltà del sangue , diceva: —•tc La tua nobiltà è come il volo diIcaro : hai a temere che i raggi al-trui non ti squaglino. » — Vorreipiuttosto pagar in una cena di le-gumi cento pranzi ad un oste, chepagar con adulazione in uii solgiorno i pranzi di un anno ad unsignore. » Certi matrimoni ambi-ziosi, combinati fra età troppo di-suguali , paragonava al suppliziodi Mezenzio, che univa i corpi vi-vi ai cadaveri.
Pei dilettanti di gastronomianon sarà inutile il tener memoriacome egli, nel suo giardino, colti-vasse il tartufo, e facendone sotter-rare alcuni piccioli, e spargendosempre nel luogo stesso la lavatu-ra e la raschiatura di quanti se nemangiavano, arrivò a poterne rac-corre spesso abbastanza per le suetavole.
Onori ebbe e cariche abbastanza.Nel 177J , fu fatto cavaliere diS. Stefano e ciambellano dell’im-peratore: venne proposto aio de’fi-gliuoli dell’arciduca allora gover-natore di Milano, il che non ebbeeffetto pe’sopraggiunti casi. Al-1 ’ arrivar de’ Francesi, fu, col Vol-ta, spedito a Milano ad amicar l’a-nimo del Buonaparte ; in patria fusovente nel consiglio municipale ,e conservatore della biblioteca , eprefetto degli studi : in ogni cosalaborioso ed integerrimo ; diverseaccademie lo vollero socio.
Ecco il Catalogo delle sue OpereComasche
Gli uomini della Comasca Dio-cesi antichi e moderni nelle artie nelle lettere illustri. Dizionarioragionato. Modena, 1789 : è a bra-ni, nei tomi 28. 29. 3 o. 3 i. delGiornale dei Letterati.
Como e il Lario , Commentario.Como, Ostinelli, 1795.