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n prodazioni del mare di Sicilia;
11 il fungo eritreo, Ja tubularia11 porporina, e molte altre rarità :
11 contiene le calci, i sali, i metal-11 li, le pietrificazioni, le agate, iii diaspri, le lave dell’ Etna, n
Non v’ è isolano o straniero chenoi vegga, o viaggiatore che noidescriva , donde avviene , che ilnome di Gioeni è diffuso per tut-to il mondo non selvaggio. Cosedi maraviglia ne hanno detto ilcelebre Spallanzani, il dotto Mun-tor , il Brocchi, Luca il giovane ,il Maraschini, c il sommo estima-tore delle cose Gino Capponi prin-cipe de’ colombari di Firenze.
Ei fu senza bassezza alla corto ,ove dapprima ebbe l’incarico diaio del principe D. Gennaro, chemorte rapi nel verde aprile deglianni; e fu poi fatto maggiordomoe gentiluomo di camera. Fra’citta-dini fu senz’ orgoglio, fra’ dottimodesto, dolce fra gl’ imperiti, co-raggioso fra le sciagure, e sempregeneroso e magnifico.
La sua morte , che fu una verasciagura per tutù, accadde il 6 di-cembre 1822.
Ecco la iscrizione che fu scultanel suo mausoleo.
Nella base del busto coronatoda un genio.
Genio . Josephi . Joenii . Naturoe . Interpreti.
Sotto la statua di Partenopecol Vesuvio in mano.
Vesevi . Etnaeq, Aràentis . Scrutatori1Sapientissimo.
Sotto la statua di Sicilia coll’ Etnain mano.
Rebus . Trinacriae . Tetra . Marig.
Genitis . Sacrarium • Extruxlt .
Nella base del mausoleo.
Siculo • Plinio . Catanae . Orto . ExtinctoPefiecto.
Giusewe M. Bozou.
AMATI ( Pasquale ), di fami-glia onesta ed antica nacque inSavignano il 24 maggio 1526 daPaolo e Maddalena Alessi : usandoalle scuole diede esempio di mo-destia e diligenza, e tanto s’inna-morò degli studi, che verso quelliogni altra cosa per lui era nulla.Non aveva cinque anni, che rima-se orfano del padre; ma fu granventura che Girolamo suo fratel-lo maggiore, il quale per l’eserci-zio dell’avvocheria e pei beni ma-terni ( perocché era nato di altroletto ) trovavasi ricco , si movessea soccorrerlo. Cosi il bennato gio-vine fu a Cesena per la filosofia ,poi a Rimini per lo studio del gius,e finalmente a Roma tre anni: ivida quel dottissimo Mattia Costan-tini apparò i segreti delle leggi, econ assai lode ebbe laurea. Studiòaltresì lettere greche ed archeolo-gia, e lingue orientali: fra le qualil’ebraica. Di 19 anni ripatriò, enella contesa del Rubicone dettòa difesa del suo municipio dueDissertazioni ( Faenza , pressoVArchi , 1761-63), dove per gl’iti-nerari antichi, per osservazionisue, e per moltissime carte delmedio evo dimostrò, il Rubiconeessere il fiume di Savignano. Epose fuori altra Dissertazione sulCastro Mutilo degli antichi Galli ,e sul passaggio d'Annibaie perVAppennino ( Bologna, 1776 ) sti-mando Meldola il vero Castro Mu-tilo, e la via di Meldola quella te-nuta da Annibaie. Girolamo Tira-boschi fra gli altri surse contro, el’Amati rafforzò il suo assunto conaltra Dissertazione , che inviò al-,l’Accademia di Mantova. Il mar-chese Carlo Mosca Barzi lo chia-mò a Pesaro a dirigere la nuovatipografia : e fu così, che l’Amatidiede opera alla ristampa de’ clas-sici latini co’ loro frammenti in 6volumi ( Pesaro , 1566), unendovile vite tolte dal Crinito, dal Giral-di, e in parte sue; come sue furono