le prefazioni bellissime. Comin-ciò allora la Biblioteca di Sto-ria Letteraria , che seguitò in Gvolumi in 8. sino al 17G8; ecl èquasi un archivio de’libri di sto-ria letteraria antica 0 modernaper ordine di materie: opera utilenon meno che dotta, di cui man-cava allora 1 ’ Italia. Ma cedendoalle preghiere del numismaticoPietro Borghesi ed all' amore del-la patria venne il 1. luglio 1786 aSavignano in ufficio di maestro ,a cui era stato chiamato dal consi-glio comunale, e fu così che a be-ne della gioventù pose fuori unaGramalica (Faenza 1768) nonarida e secca ; ma bella del lumedella filosolia per insegnare la lin-gua latina partendosi dall’italia-na. Dalla scuola di lui uscironoGiacomo Turchi , e Lorenzo eLuigi Valliceli! di buone lettereornati. E pose mano ad una Sto-ria bibliografica di tutte L opere,che uscivano in Europa, c la for-nì per gli anni 1 77Ò-7G-77 conbuon giudizio, postovi il titolo diBibliografia universale corrented’Europa (Cesena pel Biasini).Ma la più celebre delle sue opereè quella de restituitone purpura-rum, di cui hannovi tre edizioni :ne preparava una più ampia inVenezia; ma le vicende del 1797la impedirono : leggesi nel Gior-nale Arcadico deplorata la perditadell’ opera amplissima sulle por-pore in italiano, che nel 1796 erastata mandata al cavalier Uosa,perchè vi facesse aggiungere unaparte di chimica moderna , e Gi-rolamo Amati vi aveva ajnnuntauna parte di antica lapidaria (i).Sul merito dell’ opera latina cosiscriveva il Rosa: » come luce iin-’> provvisa nella notte più tenc-” brosa comincia dal togliere i pri-35 mi errori sul numero e sulla
(1) Cenni sulla vita ec. Tom. lui.pag. 3 io,
5: forma o specie visibile del colore35 della porpora: costruisce c de-33 termina le specie della materia,33 che dà il genuino colore della33 porpora , e di quelle che sono33 più atte a riceverlo, smentisce33 il fatto delle supposte sostituzio-33 ni : e rischiarati parecchi errori33 della storia naturale e botanica,33 verifica i prezzi delle porpore33 degli antichi, e quel che è puu-33 to principalissimo ci richiama33 alla cognizione degli antichi me-li todi della pesca, della prepara-li zione, dell’uso delle chiocciolo33 porporifere, e la maniera e il« processo della tintura, si Mal’A-mati era innanzi altresì nelle cosedel gius, e ordiva le fila per tesse-re la grand’opera delle leggi che amodo di annotazioni avea rintrec-ciate nella Bibliografia. Concorsealla vacante cattedra di Pandettedella università di Ferrara nel1786, e l’ottenne. Il magistratosavignanese si portò allora allacasa di lui congratulando, e I’A-mati si condusse alia cattedra.Mostrò il suo valore; benché l’in-vidia trovasse modo di molestarlocon qualche scritto, a cui fu rispo-sto non si sa bene se da lui o daaltri. Nel 170G sorpreso da violen-ta angina, tra i conforti di religio-ne passò, lasciando due figliuoliGirolamo c Basilio, che aveva avu-ti da Paola Massari, moglie one-stissima , alla quale si strinse del17G7. I suoi manoscritti preziosiandarono perduti; ma rimane me-moria delle sue virtù : tra le qualibasti accennare 13 che non gli pa-li ti va il cuore di udire parola nè» contro Dio, nè contro il prossi-13 mo: nè egli proferì sillaba giam-33 mai, che non fosse religiosa cd» umana. 33 Nè altro aveva sullabocca, altro nel cuore. Fu di mez-zana statura; fronte spaziosa, oc-chi neri, grandi sopracciglia, vistamiope anzi che no: poco della per-sona , color bruno , modi semplici20