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non si volse ad astratte specula-zioni, ma cominciò a dettare librie scritture a solo fine di porre inchiaro qualche punto di pubblicautilità che di presente attraessel’attenzione del governo. Il novel-lo atleta entrò la prima volta in a-ringo l’anno (768, scrivendo insostegno de’reali diritti sulla cittàdi Benevento allora al Regno riu-nita. Altra simile memoria, quasiappendice alla precedente, ei com-pose nel seguente anno per la ri-vindica alla corona della città diAscoli e di parte della Marca. L’u-no e l’altro lavoro gli furono com-messi d’ ordine regio, serviron dibase a politiche trattative, e rima-sero inediti nel diplomatico ar-chivio.
Vestiva allora Melchiorre abitochericale, e si godea la commendad’ una badia e di alcuni benefiziidi padronato della sua famiglia, iquali costituivano agiato appan-naggio ad un secondogenito. Non-dimeno siccome non avea volutoil nome di alfiere, così non vollein appresso neppur quello di aba-te . L’esattezza storica chiedevaper altro che si fatti particolarinon fosser taciuti.
In Teramo, ov’ era tornato, enel 1774. sebbene senza nome diluogo nè di autore, venne in luceil primo opuscolo che di lui ab-biasi a stampa, e fu il saggio filo-sofico sul matrimonio (1). Consi-derandolo nelle sue relazioni collamorale , la religione e la scienzadelle leggi, egli sostenne la causadella ragione e de’huoni costumi,combattendo qualche libertina o-pinione che allor dominava controlo stato coniugale. Non abbastanzamaturo per altro era il Delfico al-lora a tanto 6 ubbietto, e di quel-l’opera giovanile egli stesso po-chissimo conto faceva : anzi pro-ponevasi di riprender così fatto ar-
(1) Un piccolo Volumetto in 8.
gomento e trattarlo in modo piùampio e filosofico; ma da diverseoccupazioni ei ne fu sempre di-stolto.
Nell’anno seguente incominciòa stampare altra operetta, Indiziidi morale-, però non potè condur-ne a termine l'impressione, e que-sto lavoro, parimente giovanile,rimase del pari obbliato. Da qual-che esemplare giuntone insino anoi si potè scorgere per altro chev’erano importanti considerazionie nuove in quel tempo sulla gene-si delle idee morali, sulle relazionicon cui sorgon tra loro e sull’ or-dine che debbono prendere nellanostra mente.
Quando nel 1783 furono stabi-lite o per dir meglio rinnovatenel Regno le milizie provinciali ,egli, che di tutte le utili cose eraamantissimo, pubblicò un Discor-so a dimostrar l’importanza e ilvantaggio dì quella istituzione (1).
Continuando a vivere in pro-vincia, non vi rimase ozioso spet-tatore degl’inconvenienti che piùalla prosperità di lei si opponeva-no. Uno principalmente ei ne av-vertì nella coltivazione del riso, laquale facevasi in tutta quella par-te di essa ch’è più prossima al ma-re e nelle valli di que’torrenti chela solcano, ridotte per tal cagionea mefitiche paludi nel corso dellastate, onde venivano esalazioninocevolissime alla salubrità de’ vi-cini luoghi abitati. Vi avea unalegge la quale ordinava che da es-si almeno due miglia distanti sitenessero le risaie ; ma era anda-ta in disuso, ed il male tan-to aggravato che di pronto rime-dio abbisognava. Opponevausi peraltro i privati interessi , tanto-più fortemente in quanto che siinantellavauo dell’ interesse della
(1) Discorso sul ristabilimento dellamilizia provinciale , Napoli, presso ilPorcelli, 1782. Un voi. in 8.