Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
331
JPEG-Download
 

finanza. Melchiorre ned i ^83 di-scusse la quistione in mia Memo-ria pubblicata per le stampe (i),ma indiritta al sovrano, il qualebenignamente 1 ’ accolse e non fulento a provvedere. Egli spedi nelTeramano alcuni geometri e geo-grafi con regia commissione, per-chè, avverata la cagion dei richia-mi, ristabilissero i confini sanità-rii, e 1 ’ esecuzione di quell’ anticalegge dello stato in vigor richia-massero: legge eh’ egli ebbe a rin-novare al suo ritorno di Sicilia nel181 5, anche a preghiera dello stes-so Delfico, dopo di avere colà spe-dito due professori di scienze na-turali per osservare sul luogo gliinconvenienti risorti. Così per ze-lo di questo cittadino due volte fula sanità ridonata alla sua provin-cia. Quando poi cominciò la colti-vazione del riso secco o cinese , te-mendo non forse recasse il mede-simo danno che l’altro , egli neli83o prese per la terza volta la pen-na in difesa di ciò che in certomodo potea dirsi l’opera sua, enell’assenza del re Francesco ot-tenne pieno ascolto ne’ consiglidel principe Vicario.

Fra gli amici di lui nominam-mo il napolitano autore degli An-nali del Regno, e de Principii del-la ineguaglianza tra gli uomini.Il quale essendo nel 1784 manca-to a’vivi, Melchiorre compiendolugubre eil amichevole officio ,scrisse 1’ elogio storico di France-sco Antonio Grimaldi, dove fecesiad esaminare le opere sue legali,storiche, filosofiche, della meritatalode retribuendole ( 2 ).

(1) Memoria sulla coltivazione del ri-so comune in Provincia di Teramo. Na-poli, 1783, presso Giuseppe Maria Por-celli- Un voi. in 8. Trovasi anche inse-rita nel nuovo Giornale Enciclopedicoche allora si pubblicava in Vicenza. V.il fascicolo di ottobre del citalo anno,(z) Elogio del Marchese Francesco

Ohi

Della prosperità della nativaprovincia era egli in vero costan-temente sollecito. Non poteva oc-cultarsi alle sue osservazioni il ma-le eh’ essa pativa, del pari che lealtre due poste a confine collo Sta-to Pontificio, nelle loro commer-ciali relazioni con esso, colpa unfinanzierò istituto, orrendo resi-duo di vecchia barbarie. Chiarna-vasi il Tribunal della grascia, edera una continuazione dell’anticoufizio de’così detti Maestri o Cu-stodi de' passi, i quali arbitraria-mente ed inquisitoriamente pro-cedevano ad impedire 1 ’ uscita diquanto potesse servire al l'annonase sino allo bestie ed alle monetequelle vessazioni estendevano, edogni cosa volevano che loro si ri-velasse, punendo e multando a ca-priccio i trasgressori . Sin dal se-colo xm tale arbitraria inquisi-zione era stata lor conceduta. Con-tro questa causa di guasti, mise-rie e contrammoralità innumera-bili, contro questo delitto, comeil Delfico si esprime, permanente-niente commesso dalla barbarie edall’ignoranza a danno della vitaeconomica e civile dello stato, eglituonò in altra pubblica Memoriaalla quale diè parimente benignoorecchio il monarca ( 1 ). OrdinòFerdinando le necessarie indaginifece con ogni diligenza esaminarei principii e gli effetti di quell’er-roneo metodo, e vedutane l’incon-venevolezza, a malgrado che con-traddicessero i suoi agenti fiscali,abolì la cosa ed il nome. E’questauna delle più onorevoli paginedell’uomo di cui parliamo ; e ci fameraviglia non trovarla nemmeno

Antonio Grimaldi assessore del reai mi-nistero di guerra. Napoli, 1784. Un voi.in 4-

(il Memorie sul tribunale della gra-scia e sulle leggi economiche nelle pro-vincia confinanti del regno. Napoli, pres-so il Porcelli, 1706. Un voi. in b.