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ed amatile com’ era dello speri-mentare poco mancò, che prepa-rando l’acido ossalico non rima-nesse soffocato allo sviluppo im-proviso di gas nitroso, come giàin patria ito coi condiscepoli araccogliere da profondo fosso ariainfiammabile fu presso a sommer-gere nelle acque stagnanti. Maprovando e riprovando, e salendovia via dal noto all’ ignoto, comeusano i savi, veniva spesso a toc-care il segno : e sempre più carofacevasi al professor Coli, nellachimica farmaceutica assai riputa-to, il quale lui volle compagnonel fornire quasi le ali al più glo-rioso che fortunato Zambeccari-lui voleva aiutatore nell’ aprire aigiovani i segreti cieli’ arte. Maquanto più innanzi veniva il Me-landri, tanto più mirava lontano :desioso di più sapere volò a Pavia,dove il Volta lo Scarpa il Brugna-telli ed altre glorie d’Italia fiori-vano. Tutto lieto ei toccava quelsuolo beato,e tosto si avvenne doveil Brugnatelli medesimo in aper-to luogo stava svolgendo la suateoria della combustione ossigenae termossigena : piegavano gli udi-tori maravigliando all’autorità ditale maestro, quando il Melandrinon timido amico del vero rompela calca ed osa contraddire : argo-menti si adducono da una parte edall’ altra : da ultimo il novellooppositore accenna tal fatto, chefa trionfare la sua sentenza : cioèa dire il generale sviluppo di ca-lorico e di luce, che offre lo zincobruciando ugualmente nell’aria enell’ ossigeno, come frammisto al-1’ ossido rosso di mercurio. Dellaquale vittoria, giovine qual era diquasi venti anni, non invanì ■ mapiù si accese nell’amore della scien-za. Tra gli apprendenti di facoltàmedica si accosta più volontieri alIacopi allo Scarpa al Volta cele-bratissimi ; ma avendo sempre in^clizie la chimica entra nella gra-
zia del Marabelli, quistiona colBrugnatelli, studia le opere diProust di Bergman di Scheele, ri-pete le sperienze di Kdaproth sul-le terre e sui metalli, e tra i for-nelli ed i libri veglia i giorni e lenotti; ponendo il cuore e tutto sestesso nello studio.
Di che raccolse buon frutto: ilprimo saggio uscì nel [8o5, e fuconfermato 1’ anno appresso perdue Memorie, l’onore delle qualivolle diviso col Moretti suo colle-ga circa il modo di ottenere ilmercurio dolce con maggior per-fezione ed economia, aggiunti al-cuni sperimenti a provare la di-versità del mercurio dolce dal pre-cipitato bianco. Ma non durandoa tante fatiche infermò di emotti-si, e sorgendo appena per le curedel Borda e del Baggi fu voltopure nel i8o5 a compiere col Mo-retti 1’ analisi del colchico autun-nale e della radice di cariofilata, edimostrò i principii dell’ uva ur-sina. Ma fu bisogno dell’aria na-tiva per tornarlo a sanità : ripa-triato nel giugno di quell’ annone ripartì nell’ ottobre ; chè a ri-tenerlo non valsero nè i genitori,nè i zii amorevoli : tra’ quali Gio-vanni ben poteva allettarlo congrandi ricchezze o coll’animo cheavea di adottarlo per figlio. Tor-nò a Pavia, dove colse non purel’alloro de’ generosi in facoltà me-dica ; ma quello che è più le lodidi tutti i savi : perchè venne nel-la grazia del Moscati, capo alloradegli studi, che seco Io volle aMilano, e conosciutolo gli confidòlibri apparecchi laboratoi gabinet-ti e i suoi più cali segreti. Il Me-landri sempre indefesso venne in-dagando i principii della materia,che svolgesi dalla golpe o cariedel grano turco : e fiorendo nei-1’amicizia dei dotti seppe ridurrea pace le loro discordie : tanto va-leva di prudenza ! e la bontà delcuore la sagacità della incute e