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[Volume primo e volume secondo.]
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l’Italia chiamava il Grassi il consi-glio preso da Vittorio Emanuelere di Sardegna, allorché nel suoritornare agli stati aviti, volle chele sue armi venissero comandatecon voci nazionali, e che i suoiguerrieri si volgessero a quelle vo-ci come i figliuoli al linguaggiodella loro madre. Mosso da quelleconsiderazioni e da questo saggioordinamento, si accinse il nostroscrittore a ritornare alla luce tuttele parole militari usate nei secolipassati, raccogliendole in un Di-zionario generale di scienze e didiscipline militari. Questa dotta enobile opera fu grandemente ap-plaudita, e pose l’autore in unodei primi seggi della letteraturaitaliana ; sebbene non sia trascor-so gran tempo senza che l’autore,giudice competente e severo del-1’ opera sua, avvisasse che il lavoroera ancora imperfetto, come citoccherà di notare allorché dare-mo conto della ristampa postumadell’ opera medesima.

Prima di pubblicarla egli aveaper lo spazio di due anni viaggia-to in Italia facendo lunga dimorain Firenze, in Roma, in Napoli.Al suo ritorno in Torino il gover-no tenendo conto del suo valoreletterario, del quale avea il Grassidato anche in quel tempo un pic-col saggio scrivendo la Relazionedelle feste fatte dalla città diTorino per l' arrivo della ReginaMaria Teresa, lo ammetteva dinuovo a direttore del foglio perio-dico torinese, il quale avea allorapreso il nome di Gazzetta Pie-montese.

Continuando egli intanto neglistudi della filologia italiana , estretto qual era da gran tempo inamicizia col Monti, si congiunsea lui nell’ impresa della Propostadi correzioni ed aggiunte al Vo-cabolario della Crusca , per laquale scrisse un Paralello dei trevocabolari italiano , inglese e spa-

glinolo, inserito dal Monti nel ter-zo volume della sua Opera. Partenobile di nobilissimo lavoro dure-rà quel Paralello la vita senza fi-ne dell’ opera cui appartiene, esarà perciò sempre pregiato nontanto da chi nelle quistioni lette-rarie vede solamente due particombattenti, quanto da quegli al-tri che veggono nel mezzo dellacontesa una opinione più sicura epiù generosa, la quale non s’ ac-cende alle passioni altrui, e s’ ac-costa or all’ una parte or all’ altranon per farsi stromento allo scam-bio di vilipendi o di derisioni, maper render onore alla verità daqualunque canto ella si trovi.

Alle ricerche alle quali erasi da-to il Grassi per la sua cooperazio-ne a quel lavoro sono dovuti glistudi ai quali egli fu tratto intor-no alle origini della lingua italia-na, dai quali uscirono I Sinonimich’egli diede alla luce nel 1821come Saggio di un’ opera assaipiù estesa. Questo Saggio del qua-le si contano già undici edizioniincontrò in Italia 1 ’ universale ag-gradimento, sia per la manieraBriosa dello stile, sia per la luci-dezza delle spiegazioni, sia per lafelice scelta degli esempi addotti,sia per l’argomento principale dalquale 1’ autore trasse le differenzedei vocaboli avendole egli raggua-gliate non già con l’uso il qualedà una norma erronea molte vol-te e mutevole, ma con l’etimolo-gia delle parole. A qual uopo a-prendosi egli una via non tentatadapprima in Italia studiossi di ri-durre a certezza storica le azionidi molte voci non bene intese.Prestò egli con tal metodo un gran-dissimo servigio alla lingua nostra;perchè lo svelare le arcane ragio-ni della favella è un renderle lamaggiore onoranza possibile pa-lesando che la lingua nostra inmoltissime delle sue variazioni èlingua ragionata. Allo stesso tempo