complessione e di spiriti atto aqualunque buona disciplina; e l’in-gegno apparve in lui sin da princi-pio eccellente, che dal finir dellafanciullezza al cominciar dell’ado-lescenza negli esercizi di quella etàfu primo sempre di tutti. Il qualraro dono, mantenuto per inviola-ta sobrietà, il fece d’ ogni fatica pa-ziente , di ogni suo volere abilissi-mo esecutore : da quest’ armonìavennergli soavi gli atti, facili e gen-tili i modi , avversione ad ognisconvenevolezza.
Compiuti gli studii elementaridi umane lettere , a secondare lapropria inclinazione, recossi a Fi-renze , per apparare la chirur-gia. Ebbe a maestro in quella cele-bre scuola Angelo Nannoni , cheper consentimento universale ve-niva tenuto in conto di ristoratoredella chirurgia italiana. Quivi per-corse molta via nell’ arte chirurgi-ca, e potè confidarsi d’intendernei più celebrati autori: quivi raccol-se nella mente i precetti, di cui glifu largo il suo valente istruttore, ecome sentissi in istato di esercitarela nobile sua arte, ritornò a Lucca,cui per carità di patria non abban-donò mai. Ivi esercitò per moltianni la chirurgia, e l’esito telicedelle sue operazioni lo trasse ingrande rinomanza . I principii diquesto uomo furono così rari, e mo-strarono sì liete speranze, che la pa-t ria potè ragionevolmente da lui a-spettarsi uno de’suoi piu degni figli.Volgea l’anno 1992 quando fu elet-to a sostituto chirurgo dello speda-le civile di Lucca: sette anni dopo,cioè l’anno 1799, ebbevi l’incaricodi primo chirurgo. Accaduta 1 ’ in-vasione d’ Italia d’ armi straniere,quivi fa aperto uno spedale mili-tare per la cura de’ soldati infermie feriti, e il nostro Barbantini fuscelto maggior chirurgo . L’ anno1819 venne innalzato alla cattedradi clinica chirurgica, e di opera-zioni nel reale liceo , al quale uffi-
zio non potea essere più acconcio, eper la sua molta dottrina, e per lasaviezza acquistata negli studi. At-tentissimo nell’osservare ogni cosa,ogni parola, ogni movimento, sa-pea si addentro leggere in ogni suodiscepolo, da indovinarne persinoi pensieri. Perciò oltre gli ammae-stramenti nell’arte, adoperavasi atutto potere nello estirpare i maliumori, le gare, le invidie tra essi;cosicché la sua scuola divenne unesempio molto desiderabile di ci-viltà e di coltura . Deggiamo ciòrammentare a sua lode ; imperoc-ché siffatti modi di educare deb-bonsi encomiare nel Barbantinitanto più quanto che oppongon-si a quelli di quasi tutte le attua-li educazioni tendeuti a fare deigiovani professori di qualche arte,o di alcun sapere, più presto uo-mini che cittadini. Nelle sue lezio-ni tu sentivi andare il precettoadorno di squisita erudizione, ilvero non ti venia mai nudo ed ina-mabile, e quindi condotto senza fa-tica scendeva nell’anima per la viadel cuore.
Il sovrano volendo dargli una di-mostrazione dell’alta stima in cheil tenea e per le eminenti sue vir-tù civili, e per la sua molta dottri-na , 1’ onorò del titolo di chirurgoconsultore della propria persona.
Venuto a molta età domandò edottenne di essere giubilato. Se nonche il governo volle, che, a giova-mento della scienza chirurgica, adistruzione della gioventù, egli desseogn’anno un certo numero di opera-zioni, al che soddisfece sempre daquel valente ch’egli era. Una del-le particolari sue doti nell’ eserci-zio dell’ arte salutare fu quella diessere tanto sicuro nella diagnosiquanto felice nell’esitq delle mol-tiplici operazioni ch’iva eseguendo.
Fu membro del collegio medicodi Lucca , fu socio corrispondented’insigni accademie scientifiche diItalia.