Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
23
JPEG-Download
 

c pieno zeppo di mende , quin-di non degno di starsi appresso latraduzione di Bonnetrie, eh’è ditutte la migliore che si abbia diPalladio, Debbasi pure a Mabil ilinerito di aver tolta dall’ obblio lavita dì Antonio Musa, medico diAugusto, scritta in latino dall’ au-rea penna del Benini più soprarammentato,al quale l’Italia è purdebitrice della maravigliosa « no-bile traduzione della Sifilide diFracastoro (i).

A privasi frattanto il congressodi Lione, con la mira di dare agliItaliani una riforma, ed il Mabilvenne eletto deputato della Came-ra di Commercio di Verona per-chè dovesse colà rappresentarla.Poco stante, rivenuto dal congres-so elettore de’ commercianti , funominato secretano generale del-F amministrazione dipartimentaledell’Adige; e nel 1802 passò aBrescia per assistere alla primaconvocazione de’ collegi elettorali.Venne messo in dupla per mem-bro del corpo legislativo con voti65 di 96, e gli fu preferito il Ma-rogna. Nel 1 8 o 5 fu invitato comeelettore alla incoronazione del Re,e poco dopo pubblicò la versionedelle lettere di Salustio (2), che fususseguita da qualche tomo di Li-vio. A Verona ogni cosa iva pro-pizia al Mabil, non solo per la ri-putazione che procacciata si avevacome funzionario pubblico, ma in

0 ) ha vita del Musa, preceduta dalina elegante epistola latina del fu eh.prof. Floriano Caldani, vide la luce nel1600, sicché poteva giungere assai pertempo alle mani de’dotti collaboratoridella Biographie medicale , i quali ri-cordano a luogo tutti i medici de’ beitempi di Roma, ma del Musa neppurverbo.

li) Le due lettere di Salustio a C.G. Cesare , tradotte da Luigi Mabil ,Brescia 180Ó in 4 - c in 8. col testo afronte. Di questa splendida edizione delBettoni esistono esemplari in perga-mena.

conseguenza ancora de’ modi soa-vissimi coi quali a un tratto ei sa-peva conciliarsi 1’ amicizia e laconsiderazione altrui. Qui Tiene ataglio indicare, com’egli, divenutoormai maestro dall’esperienza edagli anni, insinuasse a’suoi figlidi condursi verso la società. « Sia-te amabili a quanti più potete ; ilche si ottiene facilmente non conle aduLezioni , le bassezze ec. ec.,ma col non offendere Vamor pro-prio de"vostri simili, e col far ser-vìgio e piacere , ove il possiate ,francamente e nobilmente, a chic-chessia. Tanto più sarete potenti,per così dire , quanti più amiciavrete ; perocché alla vostra vo-lontà aggiungerete quella di tuttigli altri che vi ameranno; di cheho fatto io felice esperienza nellungo e svariato corso di mia vi-ta, e quel poco che sono stato, lodebbo, forse più che ad altro, al-V aver avuto gran copia e forzadi amici (i)n.

Cadde per riforma 1 ’ ammini-strazione dipartimentale, e Mabil,rimasto senza impiego , crasi giàchiuso nuovamente nell’ozio ono-rato degli studi, quando nel gen-naio 1806, si vide chiamato dal go-verno a insegnare letteratura clas-sica latina e italiana nell’Universi-tà di Padova. Quanta lode si aves-se in questo nuovo incarico, l’ab-biamo già detto, e qui solo, a glo-ria del vero, non deesi lasciare di-menticato l’ardore vivissimo ondeegli, nell’universale e vergognosodispregio della lingua latina, sifaceva ad impedirne il decadimen-to, e ne incitava a seguire i padrid’ogni eleganza , non senza ram-pognarne gli allora degenerati ne-poti, nè senza pungere il mal vezzo

(1) Questo tratto di paterno amoresta con molti altri registrato in un fa-scicolo di schede che porta in fronte leseguenti parole : Memoriette ai mieifigli, 1827, Noventa,