là fortuna dulie armi fe’ diveni-re l’Italia settentrionale teatro or-ribile di gnerra, per fare molti-plica ed isvariate osservazioni sul-le ferite d’ armi da fuoco, è mol-te delle quali al tutto nuove ed u-tilissime ( intorno a cui non man-cò egli mai di renderne con ognistudio e cura informati gli alun-ni di medicina ). Imperocché lediverse fazioni belliche, che pre-cedettero e susseguirono il sac-co di Pavia, e le sanguinose gior-nate di Bassignana, di Novi, dellaTrebbia e dì Marengo fecero af-fluire in questa medesima cittàun inestimabile numero di feriti,tantoché qui furono in gran par-te concentrati tutti gli spedali mi-litari. E in ogni incontro si catti-vò colla sua moderazione, gravitàe sapere la stima e la venerazionedei chirurghi militari ai quali eglirendè sempre ogni debita lode egiustizia.
Pressoché al tempo istesso chesi fece 1’ aprimento della clinicachirurgica fu per savio voler so-vrano istituito il cosi detto Diret-torio medico composto dei profes-sori della facoltà medica della uni-versità, e di uno fra i più rinomatimedici della città di Pavia. Eraufficio di questa medica magistra-tura di presiedere e sorvegtiare imedici, i chirurghi e i farmaci-sti dello stato Lombardo. Presidedel direttorio per la medicina efarmacia era il cel. Gian PietroFrank, e per la chirurgia lo Scar-pa. Gareggiarono questi due gran-di uomini, net fare che ottimamen-te procedessero le cose apparte-nenti all’ esercizio di tutte questearti, salutari,-di zelo e di diligen-za, siccome già eglino gareggiava-no fra loro di celebrità e sapere.
Allorquando colle sorti delle ar-mi si vennero a pur cangiare lesorti politiche di questa parte d’ I-talia, si stette lo Scarpa iscortodalla sua gravità e sapienza fermo
Me’ suoi princlpii di politica mo-ralità, e ricusò ogni onore e cari-ca qualunque che sotto que’ gover-ni se gli volea conferire; e invita-to al giuramento usato secondochèrichiedeano le leggi di que’tempidi rivoluzione, egli vi si ricusòprotestando che ove fosse a ciò fa-re costretto, egli rinuncerebbealla cattedra, e riparerebbe neglistati del veneto dominio. E chi al-lora reggea la somma delle cosein Italia , più valutando 1’ uomoche queste misere e malconvenien-ti formalità, gli accordò quantobramava, ed egli lietissimo si fudi poter continuare gli amati suoistudi.
Le quali cose si sono volute ac-cennare per meglio far conoscereil carattere di quest’ uomo fermoed alieno dai romori non che daogni politica briga.
E come rettore dell’ universitàsi adoperò assai volte in que’ tem-pi di turbolenze e d’ instabilità( primo triennio dell’ occupazionmilitare ) a far rispettare gli og-getti di questo insigne istituto, esalvonne molti dalie dilapidazioni,e così ancora giovò grandementeai professori ai quali erano inter-rotti assai spesso gli stipendi, edegli fé si che fossero possibilmen-te corrisposti.
Qualunque si fosse il modo dipensare dello Scarpa nel fatto del-la politica, egli tale contegno ser-bò sempre e tale era il concettoche godeva generalmente, e l’im-portanza de’ servigi prestati equelli che tuttavia poteva prestare,che la sua persona fu rispettataognora da tutti, e sotto i governiche si sono succeduti ha godutasempre alta considerazione, ed èstato da tutti onorato.
Napoleone re d’Italia Io nomi-nò tra primi dell’ istituto di scien-ze e lettere : poi lo decorò delleinsegne della legion d’ onore, e lonominò cav. della corona ferrea ;