e Casioli , i quali gli furono maisempre intimi e famigliarissimi.
Ebbe lo Scarpa alta e diritta lapersona, nobile e dignitoso il con-tegno, aspetto grave e grazioso adun tempo. Il suo .sguardo vivacee pieno d’ espressione e il pensieroatteggiatore della sua fisonomia ilfacevano incontanente riconosce-re a: chicchessia per uomo non mi-ca volgare, ma di grande e subli-me intelletto. I suoi modi eranoseveri, ma gentili ad un’ora; tan-toché ispirava non so se più rive-renza o amore. Il suo conversareera temprato di piacevolezza e gra-'vita. Avea un ragionare diritto,ordinato, evidente. Fu prudentea deliberare, fermo nelle delibe-razioni prese, dalle quali malage-volmente poi deviava. Nel cheegli faceva in parte consistere ilsuo decoro e 1’ onor suo, delle qua-li cose nulla reputava di più caroal mondo.
Questo egregio ebbe sempre inimmenso amore lo studio,- ed e-ziàndio negli estremi suoi giornileggeva, o si faceva leggere diver-se opere scientifiche letterarie; maera in.ispecial modo inclinato al-la lettura di Virgilio eh’ egli sole-va aver sempre dinanzi nella bel-la edizione del Bakesville : pareche questo amore per Io studio eper la lettura si accrescessero col-1’ accrescersi dell’ età.
Nella stagione estiva e nellegrandi vacanze soleva riparare inuna sua villa posta su d’ una ame-na collina poco di lungi dalla rivadestra del Po, chiamata Bosnasco.Ivi è dov’egli compilò la più par-te delle sue opere. Imperocché tut-ta la lunga mattina de’ giorni esti-vi ed autunnali soleva dispensarlanella compilazione di qualche suaopera ; e saltando poi, armatosi difucile, correva alla caccia, del qua-le esercizio egli era appassiona-tissimo, e molto eziandio vale-va. Anzi soleva dire ne’ familiari
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discorsi essere à questa venatoriaginnastica debitore della robustez-za, agilità e sua singolare forzamuscolare. Il resto poi del dopopranzo e della sera lo dispensavaparte ne’ piacevoli ed eruditi col-loqui con alcuni buoni e colti ami-ci, e parte nel farsi leggere librieccellenti d’ ogni genere ; nè maiegli vacò a quegli usati e volgarigiuochi, o ad altri vani ed inutilipassatempi.
Fu lo Scarpa amantissimo anco-ra, anzi per dir meglio appassio-natissimo per le arti del disegno,ed egli istesso non poco valentein disegnare: della qual cosa sene hanno le prove in varii suoi di-segni ed in altri lavori di questogenere. Haccolse e raunò una giu-diziosa collezione di quadri a oliode’ principi di tutte le scuole pit-torich* italiane, ed aveva alcunicapi di sommo e singoiar pregio.E fu accortissimo nell’ acquistoloro, nè giammai si recò a farlose non erano assolutamente sicurie ben autenticati.
A soddisfare anche per ogni la-to questa sua nobile passione perle arti imitative, intraprese attor-no il 1820 un viaggio per 1 ’ Italia.meridionale cercando diligente-mente birenze, Roma e Napoli;e in questo viaggio durante il qua-le ebbe ovunque onori e distin-zioni, e in particolar modo a Na-poli, tolse in sua compagnia il dot-tor Mauro Rusconi valente nel di-segno ed intelligentissimo di bel-le arti, ed oltracciò dottissimo edespertissimo in tutte le scienzenaturali, e in particolar manieranella zootomia.
Il nostro insigne anatomico scris-se anche alcune cose intorno allearti del disegno, siccome un opu-scolo in forma di lettera al cav.Bossi Sopra un elmo di ferro squi-sitamente lavorato a cesello , ilquale ebbe meritamente grandiapplausi da tutti gl’intelligenti.