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[Volume terzo e volume quatro.]
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conoscere tutti i suoi stati, indi vol-le cercare parte a parte ogni pro-vincia dell’Europa, ed il Brambillagli fu sempre al fianco indivisibilecompagno. Visitò la Germania,cercò la Russia, la Francia e la I-talia tutta, e non è a dire quantioggetti si comprendessero in que-sto memorabile viaggio. Tutto ciòche può abbracciare la vastità del-la economia politica, le scienze, learti, la pubblica beneficenza, ognigenere di pubblici ed utili istitu-ti fu scopo alla istruzione e allasavia curiosità degli illustri viag-giatori. Il Brambilla non dimen-ticò giammai la sua chirurgia, eoltre all’aver egli cercato spedali,carceri, asili pei dementi, istitutichimici, case di maternità, ospiziper gli invalidi, si strinse in ami-cizia coi più illustri chirurghidell’ Europa.

Nel 17G5 , dopo aver lui fattapreziosa raccolta di cognizioni chi-rurgiche estese e bellissime, fè dipubblica ragione una Lettera con-tro Giuseppe Bianchi da Cremo-na, stato discepolo di Angelo Nan-noni; e non guari appresso pub-blicò un Saggio di riflessioni fisi-co-mediche - chirurgiche direttopure allo stesso scopo a cui era giàdiretta la predetta lettera , di farvedere cioè gli assurdi dettamidel rinomato chirurgo fiorentino.Il quale sosteneva che le infiam-mazioni, le suppurazioni e legan-grene si debbono abbandonarealla natura, e che non meritanol’attenzione del chirurgo se nonper le loro conseguenze. Indi die-de fuori alcuni opuscoli sulla fi-laccia asciutta, sulle ulcere del-le gambe, sul modo di soccor-rere gli asfitici, sull’aÒM^o de'sa-turnini, le quali cose dopo l’edi-zione di Milano del 1569 e del1 77:), furono anche voltate in lin-gua tedesca. Indi poi compilò l’ope-ra sua insigne Sul flemmone, la qua-le in due grossi volumi fu per la

prima volta pubblicata in tedescanel 177^, e fu poi tradotta e stam-pata in Milano nel 1776-77 e dedi-cata all’ imperatore Giuseppe II. Equest’opera se non ha le mirabilisottigliezze patologiche dei mo-derni, è d’altra parte ricca di pre-ziosi fatti e di belle osservazioni.Indi, tenero com’egli era della glo-ria degli Italiani nelle scienze tut-te , e in particolare nella fisica,medicina e chirurgia, ne compilòla Istoria la quale fu data in lucea Milano nel 1780 e porta in fron-te il nome augusto di Pietro Leo-poldo essendo a lui intitolata. Fupoi nel 1790 tradotta in tedesco,ma non fu continuata oltre il pri-mo libro. L’A. non ne pubblicò chedue volumi, coi quali si conduceinsino a tutto il secolo decimose-sto. Il 3 . doveva comprendere gliscrittori di queste materie del se-colo decimo settimo, e il 4- quellidel secolo decimo ottavo; ina que-sti non videro mai la luce, avve-gnaché si sappia averli lui in par-te compilati, ma dicesi siensi percaso ismarriti.

Dipoi lavorò alla pubblicazionedel suo Armamentario chirurgico,opera grande, frutto di lunghe fa-tiche e di estesissima erudizione ,la quale opera fece dimenticarequella dello Sculteto. Nèssolamen-te espose gli strumenti altrui, mane inventò egli di suoi, special-mente per la cura della fistola al-l’ano. L’ armamentario chirurgicodel Brambilla contiene 66 tavolein rame, e fu stampato in tedesconel 1780, e in latino nel 1782, enon se ne tirarono che 4°° esem-plari. Dalle quali cose tutte si puòrilevare quanto sia stato grande ilmerito del Brambilla pel latoscientifico; ma nondimeno fu egliben più ragguardevole pel beneche fece al genere umano.

La medicina in Vienna fu fio-ritissima, e basta ricordare i nomidi un de IIaen,d’un Van-Swieten, -