Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
137
JPEG-Download
 

d’ uno Steli , d’ uno Stòck, diun Mcrtens, d’ un Quarin ; macosi non potea dirsi della chirur-gia. Essa era prostrata, nè valeva-no a rilevarla un Taug, un Lau-des, un Ritter, e sopra tutti ilcel. Leber, e si dovette a Viennaveder lo scandalo di far venire daParigi il Wenzel per operare lacateratta ; e l’operazione della li-totomia quasi s'ignorava primache il Paiola veneziano pubblicas-se il suo metodo. Ma se era pro-strata la chirurgia civile, ben pililo era la militare. I chirurghi mi-litari non erano che rozzi ed ine-sperti uomini, tolti alle officine eall’aratro, nè già si esagera. Biso-gnava pertanto riformarla del tat-to , e a quest’ opera malagevole egrande valse la sapienza e l’atti-vità del Brambilla.

Eccitò dunque il generoso mo-narca a far viaggiare alcuni giova-ni di belle speranze per istudiarela chirurgia nella più celebre scuo-la d’ Europa: al loro ritorno avea-no l’obbligo di comunicare aglialtri le acquistate cognizioni ra-dunandosi a tal uopo in uno de-gli spedali di Vienna; e animatodall’ esito felice di questo tentati-vo , persuase 1’ augusto Cesare afondare una scuola speciale per laistruzione dei chirurghi, e così inpochi anni surse la insigne Scuo-la medico chirurgica militare ,nella quale nulla manca anzi tut-to vi fiorisce che può contribuirea formare ottimi ed eccellentissi-mi allievi dell’arte.

Questa scuola fu inaugurata so-lennemente dallo stesso Brambillacon una splendida orazione latina,della quale se ne sono fatte più e-dizioni, e venne anche tradotta infrancese dal cel. Linguet. E tostodopo fece pubblica la Istruzioneper la scuola medico-chirurgicamilitare: e quantunque questo re-golamento, il quale fu pubblicatoquattro anni appresso l’orazione

della scuola (in due volumi), in-contrasse varie detrazioni dall'in-vidia e dalla malevolenza , ebbenondimeno i suffragi de’migliorichirurghi dell’Europa , e fu tra-dotta anche in Italia sotto il titolodi Regolamento per la cesareaAccademia Giuseppina.

Questa scuola poi assunse il no-me di accademia a cui fu aggiun-to quello dell’angusto Cesare chela fondò, e perciò fu detta Giu-seppina , ed a questa si aggiunseanche una società scientifica ad i-nutazione della società reale dichirurgia di Parigi, e ad essa fu-rono incontanente aggregati i piùcelebri uomini si nazionali chestranieri, famosi di gran dottrinamedico-chirurgica. Nè stette con-tento a questo il Brambilla , main ogni parte promosse le mi-gliori riforme, a Praga, a Pest, aLambcrga, a Lovanio , e ove piùsi distinse si fu verso la sua anticapatria Pavia.

Allorquando l’augustissima Ma-ria Teresa rianimò 1’ insigne Ate-neo Ticinese, non è a dire quantoa ciò valessero gli eccitamenti delBrambilla presso 1’arciduca Giu-seppe; e questo principe allorchésedette sul trono de’ Cesari emulò1’ augusta sua genitrice, e fè diPavia una delle più rinomate uni-versità dell’Europa. Musei, bi-blioteca, anfiteatri, giardino bota-nico, tutto quanto si riedificò, siarricchì , si ampliò, si creò, e nonpicciolo merito v ebbe il nostroBrambilla. A lui si debbono i duepiù celebri uomini della facoltàmedica, vale a dire un Gian PietroFrank e un Antonio Scarpa peiquali il saper medico chirurgicodella Università Lombarda gareg-giò, anzi forse sormontò ogni altrod’Europa.

Ma come ogni cosa umana hafine , così anche la preziosa vitadell’illustre monarca , vero padree benefattore dell’ umanità , iu