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somma Giuseppe II, venne a man-care.Rimase il brambilla come per-cosso da folgore per cotanta perdi-ta, la quale non toccava solamentea sè perdendo in lui l’oggetto piùcaro al suo cuore , ma riguardavaancora all’universale della monar-chia austriaca ed al mondo a cuiil tenero e providente cuore delBrambilla vedeva sovrastare gran-di e terribili sciagure. Ed egli asfogo di gratitudine e di doloredisse un discorso commoventissi-mo nell’ aula dell’ accademia. Equesta orazione, che non è se nonuna lunga enumerazione de’se-gnalati beneficii di Cesare,fu stam-pata in tedesco, e poi anche vol-tata in lingua italiana. Cinqueanni or sono ( diceva egli ) dacchénoi inaugurammo V aprimenlo diquesto istituto , e si fa quello ilpiù bel giorno della mia vita.; equesto nel quale noi invochiamole benedizioni del cielo alla gran-d’ anima di Giuseppe , è il più a-maro , il più doloroso della miavita.
Venuto meno Giuseppe II, ilBrambilla fu esposto ad un granvento d’invidia, e si trovò ancheper le eccessive fatiche sostenutealquanto sconcertato in salute. Perla qual cosa egli dopo 45 anni diservizio attivissimo sì in guerrache in pace, dimandò il suo ripo-so, e lo ottenne dalla munificenzadell’ imperatore Francesco 1 nel* 39 5 -
Nel i 8oo volle rivedere il suolonatio, ma picciol tempo ebbe agiofermarsi a Pavia, perocché il gridodi guerra vicina e la imminentenuova invasione delle armi fran-cesi , lo obbligarono a ripartirne.E giunto appena a Padova infer-mò di infiammazione di vescica laquale passò tosto in gang rena, percui gli convenne soccombere.
Il Brambilla non solamente fuprimo istitutore e preside per-petuo dell’ accademia, ma ne fu
ancora il più operoso membro.Nel primo volume pubblicato nel1787 vi si leggono varie cose dilui, cioè la introduzione che servequasi d’istoria della origine del-l’istituto, e poco differisce dallaorazione detta già pubblicamentenel solenne aprimento di quello.Una dissertazione Sul fungo nati-culare, un’altra Sulla colica satur-nina ed un’ Osservazione intornoad un caso speciale di elefantiasi.
Egli ebbe vari onori. Nel 1784.fu fatto cavaliere del sacro romanoimpero : poi ebbe il titolo di con-sigliere aulico , e fu investito delfeudo di Caupiano. Intorno a que-sto medesimo tempo gli vennecangiato il titolo di chirurgo su-premo in quello di proto-chirurgocoll’incarico di presiedere a tuttele cose mediche e chirurgiche del-la milizia. Fu poi aggregato amolte illustri accademie di ogninazione.
Ebbe il Brambilla, anche lui vi-vente, l’onore di busti e medagliee ritratti che gli furono fatti peilunghi servigi prestati, e per lasua benemerenza verso la chirur-gia e la medicina, e verso gli spe-dali, le università, i musei, le bi-blioteche ed altri pubblici istituti.
Coltivò quest’ uomo benemeritodelle scienze salutari anche moltole belle arti, e si giovò assai deldisegno, e pose singolare amoreagli artisti, e gli protesse. Raccolsepertanto anche una bella copia diquadri e stampe, i quali se gli fu-rono d’istruzione in gioventù ,gli servirono di ricreamento e sol-lievo nella vecchiezza.
Fu il cav. Brambilla uomo ge-neroso avendo in molte occasionimostrato il suo animo largo e li-berale. Legò i meglio suoi libriallo spedai di Pavia, e molti nedonò all’Accademia Giuseppina diVienna, e di non pochi altri og-getti fu liberale verso il museo eil gabinetto della università di