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Nell' Alceste si veggono tutti iNovissimi , fuorché il giudizio ;che se grande n’era il favore neiteatri ottenuto , è da notarsi chealla poesia aveva aggiunto splendi-dezza Gluch con una musica ma-ravigliosa. Nè anche nella poesialirica andò punto il Calsabigi so-pra la mediocrità, nè servirono adargli fama le sue versioni di al-cuni squarci del Paradiso perdutodi Milton o di qualche poesia diThompson e d’altri Inglesi. Si idrammi, che le poesie, e qualcheprosa furon impressi in una nitidaedizione, int. Poesie , dall’Autorefatta in Livorno,i r ) r ]/[vol. 2, hi8. Laparte in cui fu Calsabigi veramen-te commendevole si è stata la cri-tica letteraria, poiché si tengonotuttavia in considerazione le sueDissertazioni sopra i Drammi diMetastasio e sopra le Tragedie diAlfieri. Egli, che aveva sin dallaprima età attinto a sani principii,era uomo di assai purgato discerni-mento, e u la sua prosa (cosi il citato« di lui biografo) scorre più grade-» volmente che non i suoi versi,» con in aggiunta il vezzo d’ esse-?* re tempestata di citazioni, mas-si sime di Orazio, eh’ egli possedea«grandemente. Gl’innamorati di>> questo inarrivabil poeta ponno» vederlo poco men che tutto tras-si fuso nelle Dissertazioni di Cal-jt sabigi. » La pregevole edizioneche delle opere di Metastasio si èfatta in Parigi s in dall’anno t ^55presso la vedova Quillau è dovutaalle cure di Lanieri, il quale sind’allora l’arricchì del bel Discorsoin cui sono manifestati i pregi deiDrammi dell’ inimitabil poeta ce-sareo.
B. Gamba.
BROGNOLI (Antonio), nac-que in Brescia nel 21 deceinbredell’anno 172;», da illustre e dovi-ziosa famiglia, e fu figlio di Alfon-so Broguoli e di Teodora Olivi.
Nella infa nzia ebbe la prima isti-tuzione letteraria ne’ collegi diBrescia, di Milano e di Parma, nel-1’ultimo de’quali si applicò anchealle leggi e singolarmente alle ma-tematiche sotto gliammaestramen-ti del celebre ab. Belgrado Gesui-ta. Tornato in patria , dopo com-piuto il corso elementare, nel 1 ^4^proseguì negli studii indefessa-mente, ed in ispezialità nella poe-sia, nella quale, dotato da naturadi felicissima disposizione, ed ac-coppiando studio continuo declas-sici poeti italiani , aggiunse famadi valente poeta. Ad alimenta-re questo suo genio concorse unafortunata occasione; e qui ci siapermesso osservare che assai voltoappunto per difetto di tali occasio-ni molti uomini, che pure levereb-bero qualche nome di se, si resta-no oscuri. Fioriva a quei giorni inBrescia una radunanza di begli in-gegni tra’quali erano Durante Du-ranti, Marco Cappello, FrancescoToi'riceni, Carlo Scarsella, le cuipoesie non sono morte nella me-moria de’posteri : questi erano uni-ti con vincoli di soavissima amici-zia, senza la solita ruggine dellerivalità e dell’amor proprio. Il Bro-gnoli entrò tra essi, e costantemen-te fece udire sue composizioni cheper la maggior parte esprimevanoi sentimenti proprii alla giovinez-za. Nell’ anno si strinse in
matrimonio con Lugrezia Lupati-ni, ultimo rampollo di nobile e ric-ca famiglia. Giunto alla età stabi-lita dalle leggi, la patria il volleoccupato a suo vantaggio, nè qua-si mai il lasciò libero anche nellecircostanze più difficili, nelle qua-li sempre mostrò mente acuta, ani-mo forte e cuore inchinevole al mi-glior bene de’suoi concittadini. Es-sendo reggitore in Brescia nel 17D7il Senatore Bertucci Doltìn, aman-te appassionato della musica, con-corse all’instituzione d’una societàfilarmonica, ed il Brognoli per la