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gli uomini sentono un internoconvincimento del valore dell’ in-gegno, a cui sono costretti di dar-si vinti. Delle letterarie istituzio-ne di Brescia la cura era quasisempre affidata al Brognoli : laon-de fu a lungo prefetto della Bi-blioteca Quiriniana, reggente del-l ’Accademia degli Erranti, pre-sidente di quella di scienze e d’ar-ti, e socio dell’Ateneo. Giunto al-1’ ottuagesimo anno di sua età, edamareggiato dalla recente perditadel primogenito suo, quantunquela forza del temperamento lottassecon la vecchiezza e con l’ affanno,il Brognoli terminò di vivere persfinitezza nel i 5 febbraio del 1807.
Egli fu, come dicemmo, di ot-timo e generoso carattere, solerteamministratore del proprio avere,talché il paterno censo fu per luiaccresciuto, amante ed amatissimoda'suoi figliuoli, che lasciò alla suamorte dolentissimi.
Come letterato a noi sembramiglior poeta che prosatore.
Lasciò a slampa : Cantata perlainaugurazione della società filar-monica di Brescia —■ ivi 1757.
La Lode — Poemetto al Cap-pello — ivi 1760.
La Giostra del 3 -febbraio 1766Poemetto in ottava rima,ivi 1766.
Il Pregiudizio, Canti dodici,Brescia ini) 6 , e Venezia 1766.
Memorie aneddote spettanti al-l’assedio di Brescia dell’anno ì/pS.ivi, 1780.
Elogi de' Bresciani per dottri-na eccellenti nel secolo XVIII,Brescia 1785.
Le Tortorelle, Anacreonticheper le -nozze delle Uggeri, ivi.
Elogio del Cardinale AngeloMaria Querini nel tomo X.degliElogi Italiani raccolti dal Rubbi.
1 suoi eredi conservano mano-scritti di lui : Molte poesie. — Ora-zioni — Elogi e Pensieri diversi.
Gio: Battista Baseggio.
CRICO (Louf.nzo), nacque aiio di novembre del 1764 da geni-tori onorati in Noventa di Piave,villaggio un tempo dell’antico ter-ritorio di Oderzo nella Provinciadi Treviso, ed ora pei modernicompartimenti territoriali appar-tenente alla Provincia di Venezia.Chiamato allo stato ecclesiastico,sì distinse così nel percorrere i suoistudii nel Trivigiano Seminario,che meritò assai giovine d’ esserviin appresso prescelto a maestro.Egli non avea che ventott’anni,quando pubblicò tradotta in versisciolti la Bucolica di Virgilio (Ve-nezia , 1792); e due anni dopodiede in luce alcune Egloghe ru-sticali di sua invenzione. L’amoreper la scienza georgica lo fece aspi-rare ad un beneficio parrocchialein campagna, colla vista di avereacconcia opportunità di attenderea quello studio nel tempo stesso,in cui dovea compiere i santi uffi-eii del sacerdozio.
Nominato nel 1797 Arciprete diFossalunga nella Provincia Trivi-giana, si dedicò con tutto l’animoad ammaestrare i suoi parrocchia-ni prima nella religione, poi nel-1 ’ agricoltura. Mirano a questi dueimportantissimi oggetti quasi tut-te le opere, che sono parecchie, dalui pubblicate. Le principali sono :E amico da’ contadini ( Bassano,i 8 o 5 ) ■ Il contadino istruito daisuo Parroco nell’ economia dome-stica e campestre , e nella StoriaSanta. ( Venezia, 1817): moltiDialoghi rustìcali : le Lettere suidoveri del contadino \ Fenezia,1822 ), e sull agenzia di campa-gna (Venezia, 1825); alcune dellequali opere, oltre la lode de’Gior-nalisti, ottennero 1’ approvazionedel conte Filippo Re, a cui il Cri-co indirizzò il suo Poemetto dida-scalico La coltivazione del granoturco ( Treviso , 1812), che fu pari-mente encomiato.
Ventisette a,un4 pastorale