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[Volume terzo e volume quatro.]
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era già lettore di quest’ultima nelconvento lnghese, ed appresso per19 interi anni ( dal 1706 al 1 725 )l’insegnò con molta lode nel col-legio Trisi, essendone in quello ilprimo inseguatore, e le sue fatichefurono coronate da non pochi dot-ti allievi di cui egli stesso fa ono-rata menzione nelle sue storie.Nel 1724 era guardiano del con-vento di Lugo a cui fe’ragguarde-voli doni di argenterie, e il qualea sue spese fe’ più volte ristaurareed ornare. Fu il Bonoli si acre di-fensore de’diritti del suo conven-to, che vivamente si oppose allafondazione di nuova parrocchiacol titolo di s. Giuseppe in Volta-na, perchè tal fondazione venivaa lederli alquanto. Fu definitori!perpetuo dell’ ordine suo nellaprovincia di Bologna, predicatoredi grido, e uomo tenuto in moltaestimazione. Vedendo egli chetutte le città e luoghi della Roma-gna possedevano le loro storie par-ticolari, e che Fugo soltanto nemancava, spese tutti gli ozii, chedalle sue occupazioni gli rimane-vano nel dare una storia alla suapatria. La quale dopo molte dili-genze e fatiche potè aliine farpubblica per le stampe dcll’Archiin Faenza nel 1752, quand’egliaveva 76 anni, col titolo di Storiadi Lugo ed annessi. Egli la divisein tre libri; parlò nel primo del-1 ’ origine e fondazione di Lugo, ede'suoi dominanti lino al 1730,anno intorno al quale ha fine ilsuo lavoro. Nel secondo è descrit-to l’antico Castello di Lugo e suoterritorio , le strade, la rocca, lechiese, gli ospedali, e tutte le altreparti che costituivano la terra(oggi città ) di Lugo a’tempi delloscrittore. Il terzo libro tratta del-le otto parrocchiali del nuovo ter-ritorio lughese, degli oratorii edelle fahliriche'più riguardevoli:tesse la storia degli antichi ca-stelli, oggi distrutti, non che deiVol. HI.

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piccoli luoghi che appartennero alterritorio di Lugo ( tolti Cotógno-la e Bagnacavallo di cui il Bonoliscrisse istorie particolari). Final-mente compie il libro una brevebiografia degli uomini illustri diLugo. In questo lavoro è moltoamore della patria, diligenza gran-de: ma molta credulità e poca cri-tica; inoltre Io storico è quasi sem-pre semplice narratore delle cosesulle quali ragiona assai poco ; equando il fa , noi fa sempre inmodo da appagare pienamente ìsuoi lettori. Lo stile è facile escorrente, ma talvolta trasandatoe prolisso , siccome quello che sirisente della grave età dell’autore.Non è per ciò che la Storia delBonoli non abbia luoghi anche e-loqueuti, e ben narrati; tali sa-rebbono — La distruzione delforte delia Bastia —■ U arrivo inLugo di Clemente Vili nel 1 5 q 8 .— La fabbrica delle chiavichePaoline — La distruzione deiBanditi nel 1 55 g. — Il passaggiodi Cristina di Svezia veduto dalBonoli in età di 12 anni a’di i 3settembre 1668. Egli ne sommi-nistra spesso molte importanti erare notizie., e reca pregevoli do-cumenti, ma alle volte si perde infrondoso minuzie che si sarebbo-no potute intralasciare senza gra-ve danno. Altro lavoro del Bonoliè la Storia di Coltignola stampatain Ravenna 1 ^34 per Anton MariaLandi nel suo 79. anno, tessutaessa pure collo stile e metodo del-la lughese, ma partita in due li-bri : nel primo de’ quali è parlatodell’origine di Cottignola, de’suoidominanti, è fatta la descrizionedella medesima terra sia anticache moderna, e de’castelli e villag-gi del suo territorio ; nel secondosono succintamente narrate le vitedi que’ non pochi che illustraronola patria, e in questo libro ha gran-dissima parto la storia della cele-bre famiglia Sforza da cui escirono

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