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[Volume terzo e volume quatro.]
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BRACCI (Domenico Augusto),nacque in Firenze nel 1717, e viebbe regolare educazione sì nellelettere elle nelle scienze, nò fu di-giuno nello studio dell’architetturae del disegno. Venuto in età di solicinque o sei lustri ottenne in pa-tria onorevoli magistrature, se nonche un amore irresistibile dell’an-tichità. lo trasse di buon’ ora a can-giare il cielo di Firenze in quellodì Roma, dove spese poi vent’annidi vita. Le altre capitali d’Italia l’ac-colsero quand’a quando, e Napo-li spezialmente dove si stava alloradiseppellendo Ercolano. Una lut-tuosa vicenda accennata dal Braccinella prefazione alle sue Memoriadegli antichi Incisori , lo costrin-se a lasciare Roma nell’anno 1769,ne potè allora rendere pubblica un’opera ch’era stata assiduo lavoro dilunghi anni, cioè dal 1706 al 1768.Ilidottosi nuovamente in patria fe-ce imprimere in Lucca la Descri-zione di un clipeo votivo spettantealla famiglia Aldaburia , trovatonel i;Gg presso Orbetello; Lucca,1771 ini, offrendo anche il dise-gno di questo singolare monumen-to del secolo V. col premettervi unD iscorso in cui egli non risparmiòpunto il celebre Winkelrnann pervendicarsi della mala voce che que-st’ antiquario dava alle fatiche dalBracci fatte intorno alle Memoriesurriferite. Finalmente s’impres-sero queste col titolo seguente:Memorie degli antichi Incisori chescolpirono i loro nomi in gemmee cammei, con molti Monumentiinediti di antichità , statue, bassirilievi , gemme. Firenze , GaetanoCambiagi, 1784. Voi. 1 in foglio,con figure intagliate da varii, enon poche di queste da FrancescoBartolozzi. Al testo italiano sta arincontro una versione latina fattadal dott. Giuseppe Sarchiarti pro-fessore in Firenze di lettere gre-che, e la edizione è magnifica. Peccaquest’opera di prolissità, nè andò

digiuna da giuste critiche, tuttaviariuscì carissima ed utilissima a tuttii cultori dell’antichità figurata, edè da dolere che non sia stata sus-seguitala da un terzo volume dal-l’autore promesso che comprenderdoveva le Vite degli artefici di pie-tre dure, gemme e cammei dal ri-stabilimento dell ’ arte sin a ’ nostrigiorni■ masiccom’ egli improvida-mente disviava spesso da un de-terminato letterario lavoro per al-tro intraprenderne, così nè questonè altri ridersi poi condotti a per-fezione. Dissi nè questo nè altripoiché apprendo dal Mazzuchelli(che negli Scrittori d'Italia inserìun articolo intorno al Bracci, al-lora vivente in età di circa 45 anni)ch’egli ravvolgeva in mente operegigantesche, vale a dire, una nuo-va Descrizione di Roma antica-una nuova Vita di G. Cesare cor-redata da Monumenti - un’OperaDe Notis Graecorum; e di più chevolea dare al publico ricorretti 1’ /-la Ha antiqua del Cluverio; il libroDe praestantia et usu Numisma-tum dello Spancialo; le Vite degliscultori, pittori e architetti ■ e A no-ve giunte alla biblioteca italianadel Fonlanini. In età più avanzatasi accinse eziandio a compilare unaStoria delle belle arti; ed io trovoche Pompilio Pozzetti scriveva alsuo amico Giulio Bernardino To-rnitane di Oderzo nel novembredel 1793. «Sono quatti - ’anni da» che lasciai l’eruditissimo nostro» Bracci applicato a compilare la11 Storia degli Elefanti, che igno-» ro poi se abbia tratta a compi-li mento e pubblicata, siccome di-11 segnava. Non avvertendo alle sti-li le, in cui, a dir vero , compirl e» esso anzi negligente che no, seni-li bravami allora di poter chiamaren 1’ accennata opera una pregevoln raccolta di quanto s’ era scritto« dagli antichi e dai moderni in-» torno a quei inaravigliosi quadru-n pedi. :i Senza dunque poter avet e