va annoverata tra gli avvenimen-ti che lascerebbero credere averviun destino a cui non possono sfug-gire nè i libri, nè chi gli detta.Galiini nel suo Saggio eresse perintero 1’ edifizio di quella dottrinafisiologica che divide l’uomo in ve-getante e senziente , edifizio di cui,come s’è detto, aveva gettate le fon-damenta fino dall’anno 1786 nellasua prima lezione per la cattedra ,e che indi ampliò nelle proporzio-ni, restando però intatta la sostan-za , nelle successive edizioni, finoall’ ultima in due volumi col tito-lo, Nuovi elementi della fisica delcorpo umano , pubblicata in Padoval’anno 1825 dalla Società tipogra-fica della Minerva. La divisione sur-,riferita, quantunque base di bellee nitide dottrine fisiologiche, rima-se inavvertita. Alcuni anni dopo, ecertamente non prima del 1800, ilBichat la riprodusse in Parigi, ve-stendola dei facili e leggiadri abbi-gliamenti propri agli scrittori del-la sua nazione; la nuova dottrinaprese allora fuoco, e quel fuoco di-vampò per tutta 1 ’ Europa. Il Gal-iini crebbe poi ad alta e universa-le rinomanza , mercè il sapere e1’ ingegno dimostrati in altre sueopere ; ma non fu mai che gli ve-nisse resa giustizia su questo pun-to principale de’suoi meriti; e ilvanto fondamentale della divisionetra uomo vegetante ed uomo sen-ziente, aggiudicato , tuttoché pererrore, una volta al Bichat, rimasea questo pur sempre, ad onta di unfatto cronologico tanto manifestoquanto la posteriorità dell’ anno1800 agli anni 1786 e 1792. Quan-do s’ è detto che 1’ acuta divisionedel Gailini rimase inavvertita s’in-tese parlare del generale, che quan-to all’ essere stata subitamente ap-prezzata da alcuni fra i dotti, non-ché della nostra penisola , anched’ oltramonti, ce ne fa fede la tra-duzione tedesca fatta del Saggio fi-no dal suo primo apparire, da un
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professore dell’ Università di Got-tinga. L* insegnamento del Galiinifu interrotto il i 3 luglio 1798, e ilprofessore lasciò Padova e le pro-vi ncie venete, infelice teatro a fre-quenti vicende di guerra. Nel 1799fu in Lugano, ove stette quattromesi ; di là passò a Parma , a Mo-dena, a Bologna, a Lucca e per ul-timo a Pisa, ottenendo dappertuttoquelle dimostrazioni di stima, cheerano meritate dall’ altezza del suoingegno e dalla nobiltà del suo ca-rattere. Queste peregrinazioni iltennero agitato fino al 1801. La cat-tedra, durante la sua lontananza,era stata occupata dal Carburi, usoa definire la fisiologia per chiac-chiere intorno la natura , e ad es-sere quindi proverbiato dal Calda-ni colla nota favola della volpe edell’ uva. Nel 1806 ritornò alla suacattedra, che allora fu intitolata difisiologia ed anatomia comparata.Continuò le lezioni col solito zeloper parte sua, ed applauso per par-te degli uditori, fino a che, con-dottosi a Venezia nel 181 5 per ca-gioni famigliavi, vi fu compresonel blocco. Non rivide la cattedrache nel 1816, rimanendo in essadefinitivamente confermato dal-l’imperatore Francesco, il 24 agosto1817. S’intitolò allora quella partedi medico insegnamento, che glivenne affidata, anatomia sublimee fisiologia. Da indi la vita del Gai-lini non ebbe variazione alcuna.Fu eletto a Rettore magnifico del-1 ’ Università 1 ’ anno «827-28 , econtinuò a dettare lezioni fino acirca due anni prima della sua mor-te, accaduta il 26 maggio prossimopassato.
Fu il Galiini di maniere sempli-ci e di costumi oltremodo schiettie soavi. Tolto certa subitaneità, dicui era egli stesso il primo ad ac-corgersi , non credo ci fosse in luicosa onde altri potesse lagnarsi aragione. Non molto prodigo di pa-role, gustava tuttavolta Io scherzo,