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[Volume terzo e volume quatro.]
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studio dell* anatomia , e la praticaal letto dell’ ammalato. Nell’ inse-gnamento anatomico era succedu-to all’immortale Morgagni il sul-lodato Caldani; e la pratica profes-savasi dal Dalla Bona. Fino da que-sto tempo il Gailini cominciò a sen-tirsi irresistibilmente portato allostudio dell’anatomia e della medi-cina teorica. Ai quattro anni pre-scritti al conseguimento della lau-rea volle aggiungerne un quinto,dopo il quale fu addottorato, valea dire nel 1776.

Pochi mesi innanzi il suo dotto-rato era rimasto privo del padre ,ma in luogo di questo entrò il fra-tello Tommaso, che , cresciuto inbella fama d’ avvocato, potè giovar-lo, oltreché di consigli, del de-naro necessario ad un viaggio, cuiil Gailini credette opportuno d in-traprendere a perfezionamento del-la propria educazione scientifica.Si condusse egli dapprima all’Uni-versità di Montpellier nel 1777,trattene ndovisi alcuni mesi ad udi-re Iniezioni anatomico-mediche dique’ professori. Passò quindi a Pa-rigi sul finire dell’autunno di quel-l’anno stesso, e quivi dimorò bendue anni; pressoché due altri ri-mase a Londra. Nel soggiorno fat-to in queste due capitali attese adestendere più sempre le sue cogni-zioni, a raccogliere quanto nume-ro più potè di esperienze, a strin-gere amicizie di personaggi auto-revoli per dottrina. Conobbe in Pa-rigi Voltaire eFranklin in una con-vocazione dell’Accademia; e dal-1 ’ Abate de 1 ’ Epée gli furono messisottocchi gli esercizii destinati allaistruzione dei sordi-muti. Udì lelezioni del Portai, del Dessault, delVicqdazir, e con quest’ ultimo, se-cretano della società reale di me-dicina, continuò a conversare perlettere anche dopo il suo ritorno inItalia. Frequentò inoltre le lezionidi storia naturale del Daubenton,quelle di chimica del Macqucr e

del Rouelle, non che del Buquet edel Lesage. Nella capitale dell’ In-ghilterra conversò principalmentecoi due celebri fratelli Guglielmoe Giovanni Hunter, e si strinse indimestichezza col Cruickshank al-lora assistente deldott. Guglielmo.Trovandosi spesso nelle sedute del-la società reale delle scienze, ebbeagio di conoscere il presidenteBanks e il dott. Solahder, e di stri-gnere particolare amicizia col dott.Eduard Grey. Più d’una volta purevenne a colloquio col Priestley ecol Gibbon.

Tornato dal suo viaggio si ap-plicò a mettere insieme le fatte os-servazioni, e a ridurre in un tuttole idee che da qualche tempo gliandavano per la mente circa i pre-diletti suoi studi fisiologici. Si le-gò in amicizia col dott. Aglietti, ecol dott. Gualandris, e in loro com-pagnia tenne 1’ occhio a quantod’importante veniva in luce in fattodi medicina. Ebbe da ciò origineil Giornale per servire alla storiaragionata della medicina di queltempo, giornale che fu poi conti-nuato dall’ Aglietti, come quegliche rimase a Venezia quando ilGaliini venne deputato a succede-re al conte Antonio Pimbiolo nellacattedra di medicina teorica nel-l’Università di Padova. Ciò fu l’an-no 1786. Il 1 3 ottobre dell’ annostesso lesse il Gailini la sua primalezione, e diede fin d’allora sento-re del termine a cui mirava colleproprie dottrine. Solamente perònel 1792 mise fuori quel Saggio diosservazioni concernenti i nuoviprogressi della fisica del corpoumano, che gli meritò un posto pri-mario tra i fisiologi del suo e dìogni secolo. In proposito di questoSaggio vuol giustizia che si noti ,non averne 1’ autore ritratto quel-la conveniente mercede che il me-rito dell’ opera dava diritto di at-tendere. Anzi può dirsi, che la for-tuna a cui soggiacque questo lavoro