tornò di là ricco di preziose pian-te esotiche, che ben può dirsi es-sere state le prime dopo lungovolgere d’anni a salutare le piaggeromane. Ed in questo viaggio lu-gli anche di fortunato incontro loavere avuto per qualche tempo acompagno il chiarissimo prof, ca-valiere Michele Tenore, per la cuiopera la botanica partenopea og-gidì è salita in sì alto grido.
Continuarono frattanto nel Mau-ri le premure per lo studio dellepiante del suolo romano : perchè ,giovandosi dell’ amicizia contrattacol Tenore, e della conoscenza diuna novella alunna di Flora, cheardentemente coltivava lo studiodella botanica, la sig. ElisabettaFiorini, oggi Mazzanti, di Terra-cina (i), nell’anno 182G mossenella loro unione a visitare il Cir-ceo e i contorni di Terracina stes-sa. Di poi nel iBzq, aveudo a com-pagni e 1 ’ anzidetto cavaliere Te-nore, ed il fervorosissimo botauicod’Ascoli sig. Antonio Orsini (2),
fi) Di questa donna illusi re abbiamoalle stampe tre opuscoli di botanico ar-gomento: il primo inserito nel tomoxvin del giornale arcadico di Roma sottoil titolo: Notizia sopra poche piante daaggiungersi al prodromo della Flora ro-mana: il secondo inserito nei giornalede’letterali di Pisa dell’ anno 1828 lom.17 p. 10(| col titolo : Appendice al pro-dromo della Flora romana ; il terzo in-titolalo Specimen bryolagiae romanae.Romae typis Anlonii Boulzaler 1 83 1.
(2) 11 sig. Antonio Orsini fu- il primodopo il Barrelier che s’ accingesse a per-correre con ardore instancabile le mon-tagne del Piceno e dell’Abruzzo vicino,e sopra tutto il Gran Sasso d’Italia del-lo ancora monte Corno, raccogliendonele piante : di che fu generosissimo lar-gitore a tulli, ma prima di ogni altroa me, che mi glorio di averlo eccilaloa que’ viaggi. Di lui abbiamo alle slam-pe un catalogo di piante abruzzesi delterritorio dì Accumuli, inserito negliOpuscoli scelti scientifici di AgostinoCappello. Roma nella tipografia Perego-Salvioni ii) 3 o pag. 278; ma il nome dìlui trovasi sovente ripetuto nelle ope-
si fece a percorrere parte dell’Um-bria, del Piceno e dell’Abruzzo,salendo sino alle vette del tantorinomato Gran Sasso d’Italia. Im-mensa fu la suppellettile di raropiante che raccolse in questo viag-gio , delle quali s’ accinse poi adare contezza il Tenore nell’ ope-ra intitolata : Succinta relazionedel viaggio fatto in Abruzzo edin alcune parli dello stato ponti-ficio dal cav. Tenore nell’està del1829. In Napoli nella stamperiadella società filomatica i 83 o.
Aveva il Mauri, per queste edaltre escursioni botaniche fattenello stato pontificio, preparatanuova e ricca suppellettile , ondeaccrescere la Flora romana; e giàstava ordinandone il materiale ,quando nel i 85 o fu colto da vio-lenta spinite, che lo rese paraliti-co nelle estremità inferiori. Soffe-rente per cosi acerba disgrazia av-venutagli nel più bel fiore deglianni, nulla omise ad ottenerne laguarigione. Egli si fece trasporta-re all’ isola d’Ischia per prender-vi que’caldi bagni sulfurei; conanimo fermo si sottomise al tor-mento della moxa : non paven-tò 1’ uso interno della stricninae del rluts loxicodendron. Tuttotentò, ma tutto invano. L’ uni-ca consolazione che gli rimanevane’momenti di minore sofferenza,era quella di consagrarsi allo stu-dio ed a’suoi prediletti lavori bo-tanici : e nel i 832 pubblicò nelGiornale arcadico di Roma la de-scrizione di due specie nuove dilunghi mangerecci, che nascononel suolo romano. Stese de! panle sue aggiunte alla Flora romana ,che per disavventura della scienzasono rimaste inedite. Quello poi,di che sommamente amareggiavasi
re del eh. Tenore, non che nella Floraitalica da me posta in luce, per le mol-te dovizie da esso somministrale si al-f uno e sì all'altro.