dotte fatiche il suo allievo l’ab.Andrea Conti. Da questo puntoincominciò quella congiunzione dimutuo affetto fra questi due nobi-lissimi spiriti che non fu scioltanemmeno colla morte di uno diloro. Ma se il Calandrelli coglievabei frutti di sapienza dagl’ inde-fessi studi, non ne traeva poi gui-derdone alcuno , conciossiachè ilZelada passato a’gravi negozi dellasegreteria di Stato, rallentò la suaprotezione a quelle discipline, quin-di l’astronomo non ebbe emolu-mento, non dotazione 1’ osservato-rio, e nondimeno sà il Calandrelli,che il Conti non intermisero le lo-ro fatiche, anzi parve che dagliostacoli venisse loro lena a raddop-piare le sapienti vigilie, cosicché ilCalandrelli per diciassett’ anni deisuoi risparmi riparò a tutti i biso-gni della specola, l’armò di con-duttori elettrici, e di suo danaroin miglior stato fe riporre le mac-chine; non isgomentato pure dagliavversi tempi che corsero, quandole onderepublicane scendendo dal-1 ’ Alpi, tutto sovvertirono in Italiaed in Roma. Ma già più prosperivolgendo i casi, e tornata Romaal governo de'pontefici, avvenneche nel 1804 Pio VII recatosi allaspecola per godere il grande spet-tacolo della famosa eclisse degli« i febbraio, vide cogli occhi pro-pri di quanti soccorsi e di quantemacchine abbisognassero e il di-rettore e gli alunni , e tosto volleche ad essi ed all’ osservatorio fos-se largamente provveduto. Chè an-zi trovandosi il pontefice in Parigiallorché De-Lambre ed altri astro-nomi stabilivano i gradi terrestri,del Calandrelli si ricordò, umanis-sime lettere dirigendogli ; e allesue brame di strumenti astronomi-ci acquisto facendo.
Fu allora che imprender si potèa publìcare quella serie delle osser-vazioni astronomiche che venneroin otto volumi raccolte . Contiene
questa i lavori di tutti i dotti col-laboratori dell’osservatorio; ma quinon accenneremo che quelli delnostro astronomo ; e sono : / librisulla latitudine della specola , esulla elevazione del suo piano , edelle principali colline romanesul livello del mare. I lavori sullaparallasse annua della lira collasoluzione del problema delle al-tezze corrispondenti , supponendola differenza di declinazione erifrazione quantità finite. Lo scrit-to sulle due comete apparse neglianni 1807 e 1811. Il metodo percorreggere le osservazioni fattecon un reticolo non esatto nellaposizione de' fili . L’esame delleosservazioni del Boscovich per de-terminare la latitudine del colle-gio romano. Il libro sulla luce cre-puscolare. La dimostrazione dellediverse forinole da usarsi nel Ca-lendario Giuliano e Gregoriano ,e lo schema di un antica eclissisolare veduta nell'anno 35 g dallafondazione di Roma. Pieni di glo-ria e di pace furono pel Calandrel-li gli anni che seguirono , e neiquali potè agli studi astronomici 'consecrarsi interamente quando dal.card. Lorenzo Litta vennegli con-ceduto riposo dalla cattedra. Que-sta pace gli fu però sturbata nel1824 quando per decreto di LeoneXII, riposta l’università Gregoria-na sotto il reggimento de’ Gesuiti,gli fu forza abbandonare la dilettaspecola. Vero è che il generale del-la compagnia larghe profferte glifece, affine co’padri si rimanesse,ma egli amò meglio divider la sortedegli amati colleghi ; e al collegiogermanico nelle scuole del semi-nario si riparò. E qui, nominatoda Leone XII canonico della pa-triarcale arcibasilica lateranense,onorato della protezione di esimioporporato , sebben grave di anninuovi scritti componeva e all’ere-zione di altro osservatorio volgeale brame ; che non potè vedere