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[Volume terzo e volume quatro.]
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pure, maavanzar nelle miste - , espe-cialmente in quella parte, che èdetta idraulica: la quale, non ostan-te le cure de’generosi discepoli diGalileo, era impedita da molte egravi difficoltà; indi co’sussidiidel calcolo e più co’materiali dellesperienze del Bonati e di altricortesi, fu vantaggiata d'assai. Bol-liva da un secolo e mezzo quellainsigne contesa tra Ferrara e Bo-logna della immissione del Renoin Po. Chiamato a Roma per que-sto il Bertaglia nel 1759 volle secoquasi a difesa il Bonati, che, fattaprova dell’alto ingegno nella cittàeterna, ebbe l’anno dopo commis-sione d’intervenire alla visita or-dinata dal pontefice Clemente XIIIed eseguita dall’eminentiss. Cardi-nal Conti per comporre una volta,se possibilfosse, cotanta lite: ss...» mentre il Grandi il Manfredi il}> Frisi il Lecchi da un lato, con-» fatando i progetti esibiti, mira-si vano forse occultamente ad unoss scopo più decisivo, il Corradi ilss Fantoni il Bertaglia ed il nostross Bonati dall’altro lato dirigevano» al radicale rimedio i loro studi ess le loro memorie : di provvederess cioè al vero bene di tutti, assi-ss curando un recipiente ai torren-ss ti della bassa Romagna, un alveos> alle acque del Reno perla salvez->s za delle bonificazioni bolognesi,ss ed il minore pericolo del nostros> Polesine di s. Giorgio , che loss stesso Manfredi chiamò lo spiri-ss to vitale della Ferrarese provin-ss eia. ss Così scriveva 1 ’ avvocatoGiulio Felisi di Ferrara (1). Sursein questo mezzo l’opinione delGennetè, che, lungi dalle strettez-ze del Torricelli e de’ foronomistie dalla stessa sensata moderazionedel Castelli, diede esempio dell’ in-temperanza de’ sistemi , procla-mando qual canone idraulico: che

(1) Elogio. Ferrara 1820 in 8. a pag.

n.

1’ altezza dell’ acque in un reci-piente qualunque, posta una datainclinazione e portata, non possaalterarsi per l’aggiunta di altroinfluente, acquistando rispettiva-mente tanta velocità da pareggiarealtresì quella de’ turbini e delleprocelle. Siffatta opinione, la qua-le per la sua stessa esagerazionedoveva esser meno approvata, tro-vò invece non poco favore. Ma ilBonati cominciando da un dubbioprudente, come si addice a filoso-fo, interrogò la natura per via diesperienze, che, replicate in Fer-rara ed in Roma, posero in chiarolume la stranezza del novello si-stema : ed ebbe conforto la teoriadel Castelli, vero padre dell’ idrau-lica. Chi vuol ridire su tutto potèsentenziar facilmente, che a ribat-tere quella stranezza dell’ idrome-tra olandese o non bisognavanosperimenti o farsi volevano in ca-nali molto maggiori di quelli ado-perati dal ferrarese. Ma non cosìchi ama e conosce la scienza ed ilvero: tra i quali nomineremo quelfelice ingegno del conte Mengotti,che replicò le sperienze in docce ecanali d’ ampiezza anche maggio-re, e si adagiò nella sentenza delBonati medesimo (1). Questi per-tanto venne in voce di espertoidraulico, ed a’ 25 novembre inG 3successe al suo maestro Bertaglianell’ ufficio di consultore dellacongregazione de’ lavorieri in Fer-rara, e vi si tenne sino alla morte,confortando coll’opera e col consi-glio quanti erano intesi a difen-dere o rivendicare dai danni delleacque le ferraresi campagne. Qua-si anima e mente in ogni opera-zione degl’ingegneri, finalmentenel 1772 venne alla cattedra dimeccanica ed idraulica. Fra lecose, che diede in luce, se sono da

li) Idraulica fisica e sperimentale ,parte 11 cap. in, xm. (Venezia 18181118 .)