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[Volume terzo e volume quatro.]
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de’governanti, i quali, «e al provatovalore degli ingegni non inchina-no, male argomentano. Il Bonati fuconfermato nella carica di consul-tore idraulico : fu al congresso diModena per gli affari del Beno ,del Tartaro , e delle valli Miran-dolesi e Mantovane: fu chiamatoa Padova per un secondo congres-so, cui per l’età non potè assistere:fu ispettore generale onorario nelcorpo degl’ ingegneri del Regnod’Italia, insieme al Brunacci, aldossali, al Delanges : fu insignitodella legione d’ onore e della co-rona di ferro, aggregato alla So-cietà Italiana delle scienze nel1802 , nominato dell’ Istituto discienze lettere ed arti, ed aggiun-to altresi al novero de* membripensionati nel 1812: fu ascrittoalle accademie di Mantova, di Or-ciano, di Padova, di Ferrara, pertacere di altre in Italia e fuori .Non ostante le ragioni di lui fudecretata nel i8o5 la immissionedel Reno in Po, ed egli, già domodagli anni e dalle fatiche, ebbe ilrammarico di non aver potuto ab-bastanza contro quel Grande, chetutto potè ciò che volle 5 ma, ri-composte le cose, quel decreto sigiacque, e il Bonati già vecchioparve ringiovanire. Il Legato diFerrara nel 1818 lo nominò con-sultore pe’lavori idraulici provin-ciali, quando già era salutato daipiù valenti come maestro , ed eranella memoria di tutti: lui esserestato più volte a Roma o a dar giu-dizio sopra vertenze insorte fra leprovincie della Chiesa, o a darconsigli sullo opere ai porti diFiumicino e di Ostia, o sui lavorialle Paludi Pontine, che tanto de-vono al senno del pontefice Pio VI:e lui avere chiamato i principi diModena, di Parma e Piombino,non che i Legati del Papa, percommissioni d’ acque o di confini:e per tutto ed a tutti avere corri-sposto compiutamente. Pieno di

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anni e di meriti il Bonati mancòai vivi il 2 gennaio 1820, mentrevolgeva in mente la ricerca delleradici delle equazioni numericheper approssimazione. La morte dilui fu quella dell’ uomo giusto ,dopo due giorni soli di malattia.L’avvocato Giulio Felisi ne dissel’elogio nella chiesa del cimiterocomunale di Ferrara, ed il march,don Carlo Bentivoglio ne fece perIgnazio Dolcetti incidere il ritrat-to , che vedesi in fronte all’ elo-gio dettatone da Antonio Lombar-di (1). Anche monsig. Carlo Em-manuele de’conti Muzzarelli en-comiava l’illustre concittadino (2).Ed il Comune statuì, che una celladegli antichi cenobiti della Certo-sa fosse dedicata al monumento. Equanti mai sono i generosi, a cuista a cuore la gloria delle scienzee l’onore del bel paese, si dolserodi avere perduto un Idraulico ditanto nome. Buono però, che an-cora tra i discepoli di lui vi haqualcuno, che può tenere il luogodi tal maestro! E, senza ciò, eglivive tuttora e vivrà nelle carte ;dacché oltre le lezioni d’idraulicaed altri preziosi manoscritti depo-sitati alla Biblioteca di Ferrara,assai cose di lui sono in istampa :delle quali notiamo quelle che se-guono.

1. Lettera al dottor Bertagliaintorno al problema del sig. Can-tard du Clos — tom. 1. degli An-nali d’Italia del P. Zaccaria.

2. Memoriale idrometrico allaS. congregazione delle acque perla città e ducato di Ferrara —Roma pel Bernabò 1765 in fogl.

3. Risposta idrometrica alla S.congregazione delle acque. Idem.

4. Annotazioni alla risposta delsig. Marescotti ec. Idem.

(1) Mem. della Società Ital. tom. cit.pag. clxxii.

(2) Giorn. Arcad. tom, ini pag. 25:?,.