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[Volume terzo e volume quatro.]
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luco che nel iSQ. Così viveva ilMarselia agii studi ed all' opere dipietà, quando caduta Roma sottodominazione straniera , tratto incattività il pontefice, esigliati e im-prigionati i buoni e fedeli sudditi,ci non fu allora tolto all’insegna-mento ; ma negando obbedire agliordini imperiali, ne venne privatonel 1812,e di nuovo alla patria ri-parò , finché nel maggio 1814 ri-condotto trionfalmente il pontefi-ce alla sua sede , e tutto in Romanel primiero ordine ristabilito, ilMarselia recitò pel ritorno di Fioquella magnifica orazione che futrovata degna del secolo d’Augu-sto, e dcll’encomiato pontefice, chea rimeritarne l’autore, di propriomoto lo scelse professore di elo-quenza e storia romana nell’archi-ginnasio della Sapienza ( 1 8 1 5 ). Co-mecbè tutti eli studi dal Marsel-la fossero dati al latino idioma, nonlasciò però saviamente di esercitar-si anco nel volgare in cui a pre-ghiera del p. Giattini dettò in cor-to spazio la Vita del b. Alfonso do'Liquori. Alle molte cure delle cat-tedre che occupava s’ aggiunse an-co F instituzione della reai princi-pessa Guisa Carolina figliuola deliaduchessa di Lucca , già regina diEtruria ■ nel che riesci con tantasoddisfazione della duchessa, cheebbegli offerto l’ufficio di prefettoagii studi dell’Università di Luc-ca, che ricusò , perchè amantissi-mo di Roma, e perchè l’umiltà suareselo sempre alieno dal sovrastarealtrui, il che vale anche ad Spie-gare come un uomo di meriti sìeminenti non salisse in Roma adalti gradi di dignità e di onore .Ma già essendo ben 55 anni cheaddottrinava i giovanetti nell’ uni-versità gregoriana, nel 1820 chie-deva ed otteneva onorato riposo.Di b non grado però continuatoavrebbe l’insegnamento nella Sa-pienza, se, con suo dolore, da chivi presiedeva non ne fòsse stato

esonerato. Che se ciò gravigli 1 ’ a-nimo, assai più glielo feri 1’ annoappresso la morte del suo carissimoToni di cui scrisse con molto af-fetto e due volte pubblicò la vita.Quantunque robusta e vigorosacomplessione avesse sortito, e mol-to temperata e sobria vita vivesse,tuttavia era afflitto da rei umoriche, fissando lor sede in alcuna par-te del corpo, dolorosi ascessi gli ca-gionavano. Spariti totalmente sif-fatti umori nel 1820, prese a tor-mentarlo molesta sensazione nelLasso ventre che vietògli poi sem-pre lo attendere agli studi collaalacrità ed energia primiera. Scris-se però ad istanza di mons. Cosi-mo de’ Corsi il Commentario lati-no della gloria c del cullo del h.Ippolito tìalantini• che, oltre le lo-di di molti, ebbe dal Mai quella dielegantissimo. A difendere ancoraquesto Beato come istitutore dellasua congregazione publioò una Leitera ove con ogni moderatezzacombatte le prove esposte nel Ila-gionamenta sulla congregazionedella dottrina cristiana di Trucca.Raccolse pure in uno diverse ope-rette le quali dedicando a rnonsig.Baraldi intitolò Opuscula multi -formia . Ma 1 ’opera ch’egli aveasommamente a cuore, e in cui là-ticavasi da molti anni, era il Com-mentario della vita di Pio VII, chesventuratamente fu costretto a la-sciare incompiuto, per le soprav-venutegli infermità, appena giun-gendo alla solenne canonizzazionedel 1807. Mentre il morbo che loaffliggeva porgea se non altro lusin-ghe che non lo avrebbe spento sìpresto , vennesi a cadere d egnisperanza quando la notte del t8novembre i 835 fu colpito da unaparalisi nel lato destro. Sopravvisse18 mesi in tale stato sopportandocon mirabile pazienza i mali che ilcrucciavano. Tenero sempre dellasua patria Arpiuo , onde lasciarleun ultimo pegno di affetto, dispose,