scrivesse l’Elogio: sulla fine delquale Ieggesi l’epigrafe , che unafamiglia di suoi clienti ed amicifece porre al sepolcro nel cimiterodi Porta Comasina:
Alla . Memoria . Di . Vincenzo . DaddaNel . Collegio « T)e\ Notai . E . De' . Causidicisussistente . Giurisperitosiila . Cam . MercantilePublico . Lettore . Dell . sirte . Del . NotaioPoi . Delle . Instituzioni . CiviliUomo . Ne ' . Publici . TificiPer . Ingegno . Dottrina . Integrità . UrbanitàAmmiratoNe' . Privati
Per . Umanità . Mansuetudine . PìacrpolexsaAmatissimo
Morì . U Anno . MDCCXCIll
D. Vaccolimi.
CONTRI (Antonio). Se de-bitori di riconoscenza deggiamoessere a coloro che la noia dellavita mortale consolano colle operede’ loro ingegni, quanto maggiorgratitudine non dobbiamo a quelliche sottraggono alle ingiurie deltempo queste stesse opere, e leconservano a perenne scuola digrandi esempli ! Contri è uno fraquesti.
Pino dalla prima giovinezza e-gli fu costretto di seguire le vi-cende del padre ne’suoi viaggi;il che però gli tornò a grand’ uti-le , imperocché ebbe campo neipubblici edifizii e nelle abitazionide’ grandi di raccogliere studiosa-mente quanto ha di più lodato epiù caro la pittura.
Scorse tutta la Italia , buonaparte della Francia, e si fermò perqualche tempo in Parigi, ad ap-prendervi 1’ arte di formare ara-beschi, fiori e ricami. Ritornato inItalia, si trattenne buona pezza inCremona, ove contrasse l’amiciziadi Francesco Bassi, rinomatissimopaesista, sotto la cui direzione im-parò l’arte e ne divenne maestro.Pregio grandissimo e raro de’suoipaesi era la beltà e la vivezza deicolori, il che aggiugnendo al di-
54q
pinto una mirabile evidenza, lofaceva parere poco meno che verospettacolo, che occupava , muove-va e riteneva fortemente gli ani-mi; singoiar vanto delle belle arti,e ufficio degno di quelle divinebenefattrici, che in ogni stagioneall’ umano genere diversamentesoccorrono.
Venne a sapere che in Napolisi era rinvenuta una nuova manie-ra di levar le pitture antiche daimuri, e di riportarle sopra lastredi marmo.
Questa scoperta colpì per talmodo la mente dell’illustre pitto-re , eh’ egli fermò nell’ animo ildisegno di volerne investigare imezzi e aggiugnere in ciò la per-fezione. Egli vi studiò sopra conquanto potè di applicazione, ecolla forza de’ suoi ragionamentiseppe svelarne tutto il mistero ; eportò si oltre le sue ricerche, chenon solo trovò il segreto di ritrarle antiche pitture sui marmi, maeziandio sopra le tele , rendendocosi veramente sommo benefizioalla patria. Siffatta invenzione nonpoteva non fare grandissimo stre-pito per tutta l’Europa; ed è perciò ch’egli acquistossi non passeg-gera fama, e il suo nome dee vi-vere eterno negli annali della pit-tura.
Morì in Cremona il io settem-bre i^ 5 i.
Giuseppe M. Bozoii.
PASSERI (Gio. Battista). Nac-que in Farnese il dì io novembre1694, dal dottor Domenico Passerie da Anna Evangelisti, una delleprincipali famiglie di quel luogo.Fu il dottor Domenico origina-rio di Gubbio, medico di mol-to grido: ebbe laurea dottorale inFermo, poscia in Roma; esercitòcon plauso l’arte sua in Farnese,Acquapendente, Orvieto, Termi,Norcia, Todi, e nel 1717 si trasfe-rì, come uno dei medici primarii,