Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
350
JPEG-Download
 

35 o

in Pesaro, ove fermò il suo domi-cilio. Caro al Lancisi di cui fu con-discepolo, noto alMarsili ed al Mor-gagni, pubblicò alcuni scritti assaipregiati, i quali furono I riflessiConsultivi ( i yo 5 ) ■ Aeris salubrisspecimen etc. (171 a) ristampato nel1715 in Todi ; U osservazioneAnatomica diretta al celebre Mor-gagni (1731). Ma ciò basti del padre.Il nostro Gian Battista nell’ etàdi sei anni faceva i primi studii inOrvieto, ne’quali mostrava un in-gegno non comune: e peregrinan-do assieme al genitore per le cam-pagne orvietane, lo sguardo curio-so volgeva sui fossili del Peglia ,che già si piaceva a raccogliere eregistrare: quindi in Roma venu-to nell’ età d’ anni i 3 più che maisviluppò 1’ acuto ingegno innamo-randosi delle latine numismaticheerudizioni. Fu bene avventuratonella qualità de’suoi precettori;mentre appresele istituzioni gram-maticali e le belle lettere dal p.Giulio Vitelleschi; i principii didisegno e d’architettura da d. Fi-lippo Ivara; gli elementi di mate-matica dal ben noto Quarteroni. Egià nel 1710 compose una tragediaintitolata 1 ’ Osiride, e da quell’an-no al 1714 tre poemetti; cioè ilMartirio di S. Lorenzo, tl RegnoA Amore, Il Salinguerra. JNè que-ste furono le sole sue opere poeti-che; posciachè, amico sempre del-le muse , e innamorato de’classicitanto italiani che greci e latini,lasciò manoscritti cinque grossi vo-lumi di versi, i quali se non sonotutti egregi e tutti originali, me-ritano però i riguardi degli ama-tori de’carmi, e potrebbero ingran parte figurare nelle tante rac-colte di quel secolo. E scrisse poe-ticamente sópra tanti oggetti, egli trattò in ogni maniera di stile;e gli dettò in varii dialetti nazio-nali; e grave di anni, cioè al quin-dicesimo lustro pervenuto, gli a-dornava di sali e di cara fantasie

come se non avesse tocco che ilquinto, od il sesto. Di 27 anni, cioènel novembre 1711, recossi in Ro-ma per istudiarvi la giurispruden-za. Ebbe colà istitutore il celebreGravina, che lo ammise ben prestoalla sua domestica confidenza, edil Passeri rimeritò il precettorecoll’assiduo studio delle leggi nonsolo ma con lo scriverne la Vita chesi legge innanzi alle opere del Gra-vina sullodato (Ediz. de’ ClassiciItal. del secolo xvin). Quattro an-ni sudò in quelle lucubrazioni, edebbe per compagni ed amici unMetastasio , un Rolli, un Petro-sellini. Dal Gravina presentato,fu ascritto fra i socii d'Arcadia colnome pastorale di Feralbo ; e siattrasse ben presto lo sguardo de-gli uomini più insigni che allorvivevano in Roma. Richiamato dalpadre in Todi, vi andò del 1715 evi dimorò due anni. In questo frat-tempo prese in Perugia il dì 5 oaprile 1 7 16 la laurea dottorale, conche fu reso abile agli impieghi ditoga; e dovunque s’ intrattenneradunò memorie e monumenti diantichità; perlochè lasciò moltimanoscritti, da lui intitolati, Mar-mora Tudertiae Iteranmntia, Ur-bevetana, Ferrariensia. Ala i pub-blici incarichi già lo chiamavano apercorrere una brillante carriera ,e tale che si può dir unica per queitempi e per quegli stati: primagoverno ebbe della terra di Massanell’anno 1717; fu segretario digiustizia nella legazione di PesaroF anno 1722 mentre reggeva laprovincia il cardinale Salviati: po-scia fu luogotenente in Fossom-brone; quindi in Pesaro (1726); efu allora che il Passeri si ammo-gliò a Margherita Giovanelli, difamiglia nobile in Bergamo . Loveggiamo nel 1732 uditore dellalegazione di Urbino, e libero po-scia da tale incarico, farsi sponta-neamente e gratuitamente maestrod’istituzioni civili e canoniche alla