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Fuga alla lettera indirizzataglinei fogli 35 esegg. dell' Antologia1796 dal sig■ avv. d. Carlo Feasopra vari Luoghi <£Orazio Fiacco(Roma, 1796, 8.°). Scrisse a difesadella sequenza, che si recita nellaMessa il giorno di s. Agostino :Lettera di un divoto dell’ OrdineAgostiniano (Roma, 1800, 4 .° sen-za nome d' autore). Fra gli Àrcadicol nome di Saicesio Acidoniopublicò: Sulla formazione dell' I-ride, Egloga Pastorale colla giun-ta di alcuni pensieri greci trattidalC Antologia del monaco Pianu-de (Roma, 1806, 8.°): sonovi epi-grammi greci colla versione ita-liana e latina, e l’inno di Callima-co a Pallade con versione italiana.Più cose in prosa ed in verso nel-l'ima e nell’altra lingua lasciò ma-noscritte : delle quali il Cavallerone’ Supplimenli alla Bibliotecadella Società (Roma, 181 4 , p. i 4 o)loda due Sermoni ed un’ Epistolaal modo oraziano. Sono a vedersiJosephì Petrucci interamnatis etVincentii Fugae romani SelectaCarmina ec. ec. (Romae, 1832,8.°),e sopra quelli i Pareri estratti dalGiornale Arcadico di Roma e deiLetterati di Pisa (Terni, 1824). Ilgusto dominante nelle poesie del-ruga parve quello che Oraziochiamò ( od. 16, lib. 2 ) SpiritualGraiae tenuem Camenae. L’ uomobenemerito tra quelli, che tenne-ro vivo il sacro fuoco della lingualatina e declassici dell’aureo tem-po (quando più si tentava di soffo-carlo), mancò ai vivi il 19 giugno181 5 in Roma di anni 78 dopo li-na malattia di più mesi, che tollerò con grande costanza : fu piantoda tutti i cortesi spiriti, che peifelice ingegno e pe’soavi costumi,composti alla ingenuità alla genti-lezza delle lettere , lo ebbero caroe pregiato.
D. Yaccouni.
FRANCHI (Caulo), nato in A-quila di famiglia antica ed illustre,fu mandato a Napoli nel Collegiode’ Nobili : amando lo studio piùche non suole chi di gran sanguenasce, fecesi tanto innanzi nellematematiche , che di i5 anni so-stenne con onore publiche prove,e si acquistò lode nel libro delBaillet Des Enfans celebres. Cor-se tutto Io scibile , e si aiutò dellelingue greca ed ebraica, oltre l’il-lirica e la tedesca, eie tre nate dal-la latina. Per 55 anni esercitò l’av-vocatura, e fu la meraviglia di tut-ti ; perchè probo ed onesto, quan-to dotto ed eloquente. Le continuefatiche logoravano la sua salute, aricuperare la quale dovette ritirar-si nell’ozio campestre : indi si recòa Roma, e da Benedetto XIV fuaccolto con molto amore. Restitui-tosi a Napoli, diè segno di forteanimo, difendendo le ragioni delduca Sforza Cesarini : e congedos-si dal foro. Mancò ai vivi del 1769,in età d’ anni 71 : fu sepolto nellachiesa di Monte Santo, e sotto lasua effigie in marmo si pose l’elo-gio epigrafico dettato da mons.Antinori suo concittadino, ed ami-co. Lasciò erede del suo il fratellod. Diego quanto all* usufrutto : 0quanto alla proprietà volle istitui-to un Monte per due doti I’ annodi ducati mille a donzelle patrizied’ Aquila, e per quattro pensionidi 110 ducati a quattro giovani pa-trizi in causa di studi. Cosi per ra-gione di beneficenza il suo nomevivrebbe ne’secoli, se già non fos-se raccomandato dalle opere : nel-le quali pose tanta luce di ordinee di dottrina, quanta suole mostra-re ogni ingegno educato nella scien-za delle scienze, la matematica.Nel 1735 publicò Allegazioni indifesa dei così detti locati di Fog-gia ; altre dal 17398! 1741 in di-fesa della nobiltà di Gaeta, di Bariec. ; altre nel 17.49 e 1 "55 in dife-sa del patronato della piazza di