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[Volume terzo e volume quatro.]
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Nido stilla chiesa ed ospitale di S.Angelo ecc. Ptiblicò ancora nel17 55 Dissertazioni istorico-legaliin difesa della città di Napoli con-tro la città di Aversa e suoi casaliintorno la promiscuità del territo-rio : e, per tacere di altre molte ,quelle del 1^58 in difesa de’ Cer-tosini di s. Stefano del Bosco con-tro i denunciatori ; ed il Consigliodato alle stampe nel i^ 5 g a richie-sta del duca di Miranda sulla na-tura de’feudi di quel signore d’Iti-ri ed Urisiti in Sardegna. Ne par-lò il marchese di Villarosa ne Ri-tratti. (i)

D. Vaccolini.

CARRIERA (Rosaiba) , natain Venezia a’7 ottobre 1675 daAndrea, originario di Chioggia, eda Alba Foresti, Veneziana. In fa-miglia ebbe ella il primo avvia-mento a quell’ arte nella quale siacquistò poscia bellissima fama :chè gli avi del padre suo esercita-ronla con lode in Chioggia; il pa-dre stesso di lei, come che datosialla Carriera della pubblica ammi-nistrazione, ne era amantissimo ;e, in fine, Angela, maggiore di leisorella , era sposata ad AntonioPellegrini, buon pittore di Pado-va , di cui si legge una vita nelMuseo Fiorentino . Suoi primimaestri furono il cav. Giannanto-nio Lazzari, il Cav. Diamantìni,Antonio Balestra e il detto Pelle-grini, del consiglio del quale, coa-diuvato dal proprio senno, trassemolto profitto. Cristiano Cole, In-glese, non ebbe alcuna parte nel-la di lei istituzione, siccome alcu-ni affermarono, del che è prova ilcarteggio epistolare tra i due arti-sti e il padre d. Felice Ramelli.

Rosalba si rendette celebre aprincipio coi Ritratti a minio e adolio, modo di dipingere da lei inseguito abbandonato pel danno

fi) Napoli, 1825, in 8, pag. i 5 i.

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che ne risentiva negli occhi ; laon-de si dedicò quasi interamente aldipingere a' pastelli, in cui nonebbe alcuno che la superasse. Fe-derico IV, re di Danimarca, nelsoggiorno che fece a Venezia, fuil mecenate della Carriera, comel’Imp. Federico III era stato delloSquarcione e Carlo V del Vecellio.Le commise vari Ritratti di sè,cui porgeva in dono alle matroneVeneziane e ai cavalieri che locorteggiavano, e quindi i Ritrattidi dodici delle nostre Dame. Lavisitava assai spesso, compiacendo-si di vederla a lavorare, accettan-done eziandio qualche modestorinfresco, e volendola sempre secoin tutte le feste che gli venivanodate dalla Republica. Anche l’e-lettore Carlo di Baviera e il prin-cipe di Mecklemburgo le usaronomolte gentilezze in Venezia, e Ri-tratti ed altre istoriate figure com-misero al suo pennello ; anzi Car-lo la voleva in sua corte e le aveagià proposto un ricco onorario ,cui ella destramente rifiutò, desi-derosa della propria independen-za : e il principe di Mecliiembur-go, peritissimo nel suonar di viuo-la, si accompagnava al cembaloche, dopo l’ordinaria applicazionealla pittura, suonavasi soavementedalla Rosalba.

Nel 1720 da Venezia si recò aParigi colla madre, colle due suesorelle e col cognato Pellegrini, acui era stata affidata la pittura del-la Volta della banca del re. La ma-dre, la sorella minore e Rosalbapresero alloggio presso PietroCrouzat, scudier regio, uomo ap-passionatissimo per le belle arti, emassime per la pittura. Questi laintrodusse nelle grandi società diParigi, ed ella appena si presenta-va, per le doti dell’animo e dell’in-gegno, formava tosto l’ammirazio-ne di tutti. Offerto a quella illu-stre Accademia di pittura un Ri-tratto a pastello del Re , mezza