Ferdinando I, fu graziosamenteaccettato, ed io ri’ebbi un segnodel sovrano aggradimento con unapreziosa memoria di valore in ri-cambio. Liberalità assai frequen-ti nell’ Austriaca Famiglia.
Giaolamo Ravagnaw.
ROSATI (Giusbfpe), nacque inFoggia, città di Capitanata, il 21settembre l’jSa da Raffaele e Ma-rianna Giannone: lo zio Bonaven-tura, che gli rimase come padrenell’ orfanezza, lo pose nel semi-nario troiano : nel quale intese al-io studio delle lingue italiaua ,greca e latina : indi ripatriò pergustare alcun che dello scibile :poi venne a Napoli, dove si diedealle scienze fisiche e matematiche,ed alla medicina. Al quinto lustrodi età sostenne con lode la provapel concorso ad una cattedra discieuze fisiche nelle scuole milita-ri ; ma comechè il meritasse, nonfu prescelto : non si rimase perquesto, e crebbe nella stima deidotti, che invano cercarono tratte-nerlo nella capitale, allora che nel1781 si restituì in patria. Nellascuola privata e quindi in publicacattedra, a cui venne del i 8 o 5 , fupiù il padre, che il maestro de’gio-vani : li innamorava col suo direchiaro, facile, condito di grazia evenustà: li incuorava con doni dilibri e di manoscritti : e a qualedi essi amava un sollievo dagli stu-di severi, coltivando il disegno eI’ architettura, era largo di buoniconforti. A’concittadini ed estraniprestaTasi ognora con affabilitàsenza esempio : ai poveri infermidava soccorsi di ogni maniera: in-genuo e pronto, aveva la facilitàdel pronostico e dell’ applicazionedelle dottrine : ne’ consulti eracerco eammirato. Coltivò le scien-te naturali e matematiche , si oc-cupò a formare sfere e globi, pla-nisferi, tavole geografiche e idro-grafiche con accuratezza e preci-
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sione singolare: fu studioso dellastoria cosi profana che sacra: dellageometria pratica e delle cose a-grarie, e di tutto che può giovareall’ industria ed alla utilità degliuomini fece le sue delizie : e fucontinuo nell’operare e speculare;perocché diceva: La vita è forza edazione. Venuto in bella fama perle virtù e per le opere ( alle qualinon nocque la mancanza del bellostile ) fu scritto tra’ Georgofili diFirenze il 6 luglio 1814, come loera in quasi tutte le società econo-miche del regno, e in alcune dellacapitale. Non invanì per gli onori,nè li cercò : nè si studiò mai diarricchire , dicendo con Boezio :La natura poco richiede. Parvetrascurato dell’esteriore, e tantonemico delle vanità quanto amicodel vero bene degli uomini. Cadu-to in infermità, per cui ebbe a sof-frire più volte la mano operatricedel chirurgo, trovò nell’ animosuo e nella religione quella fortez-za, che aveva mostrata ne’casi av-versi. Attaccato agli organi prin-cipali, e massime della respirazio-ne, dovette soccombere il i.° set-tembre 1814. Fra il compiantodella città, il suo cadavere accom-pagnato dal prefetto , dai membridella società economica, e dal p 11—blico ministero, fu recato alla chie-sa delle scuole pie dove nella pom-pa delle esequie ne fu recitato1’ elogio, e i suoi allievi e come fi-gli sparsero lagrime e fiori sul se-polcro del maestro e del padre.
Opere edite
1. Aritmetica pratica : di que-sto trattato cinque edizioni si con-tano di Napoli e di Foggia.
2. Geografia moderna teoreticaistorica e pratica : uscì in Napolinel 1785, e a Parigi ne fu publi-cata la versione francese.
5 . Elementi per la Edificazio-ne : è trattato completo , e coni»