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e poscia fatto misero fine. C.be sepochi dì innanzi la morte avvenu-ta a’ i 5 aprile 1757, non era di in-tera mente , ciò dee ascriversi al-l’indole violenta del male di cuifu vittima, non a già matura fol-lia.
Nel Museo Fiorentino sovrac-cennato, che contiene la serie deiritratti dei pittori dipinti di pro-pria mano ed esistenti nell’ I. R.Galleria di Firenze unitamente aicenni compendiosi delle loro vite,v’ hanno notizie importanti dellaRosalba ( voi. l\, pag. a 3 p, Firen-ze, 1762). Nè v’ ha Biografia, nondizionario, non Libro d’arte chenon faccia di lei onorata men-zione.
Siccome poi , per quell’ amoreche hanno intensissimo al natioluogo, i cittadini di Chioggia lariguardarono sempre come patriagloria, così furono essi sempre de-siderosi di crescerle la meritata fa-ma. Mons. Giovanni dott. Vianel-li, canonico di quella città, illustròe pubblicò coi tipi del Coleti nel1793 in Venezia il Diario deglianni 1720-21 scritto di propriamano da Rosalba Carriera dipin-trice famosa, con vari altri Dia-rii e Note, e cinquecento cinquan-ta lettere autografe , e un Zibal-done contenente vari schizzi a pen-na e a matita, pregiato dono dellesignore Pedrotti di Chioggia, ere-ditato dalla stessa Rosalba.
Sono queste le opere, questi gliencomii, sinceramente e ripetuta-mente indirizzati da principi, daartisti e da ogni genere di perso-ne alla valente pittrice, 55 II genio55 dell’illustre Rosalba (lasciò scrit-55 to il Zanetti nel suo libro sulla55 Pittura Veneziana) fu de’più55 nobili. Le idee di rara bellezza» che aveva impresse nell’ animo?> per natura, erano delle più for-55 ti e vivaci, alle quali aggiungen-” dosi la soavità e la sodezza del-55 l’ingegno, bello eomparia il nu-
li turale, benché fosse in *è difet-51 tuoso, dipinto dalje sue mani, «» non perdeasi rassomiglianza nè» verità. Lo stile suo era nitido ,55 lieto e facile ; vaghissima la tin-55 ta senza scostarsi dal naturale, e» il disegno ben regolato delle o-» pere sue aveva grazia nativa e55 nobile, non facile a ritrovarsi in55 pittura... Invece di scemare col-55 1 ’ età, cresceva più sempre il ca-55 lore e la vivacità ne’dipinti suoi,55 e gli ultimi si vedeano sempre55 più belli e migliori, che ugua-55 gliavano nella forza le stesse pit-5’ ture a olio. Non riportò forse55 giammai tante vittorie sul cuo-55 re umano beltà femminile con55 le lusinghe, quante ne potè van-» tare Rosalba con le dotte sue o-55 pere, sempre avendo per guida55 la semplice verità, indivisa cora-li pagna di onesto dilettoj onorata55 da re, principi e gran signori in» patria e fuori.... Questa grand»» amica delle pittoresche Muse...55 questa dona a cosi eccellente ,» onore del sesso e della Venezia-55 na pittura » .
Chiuderò queste semplici notiziecon un fatto di dolce memoria al miocuore. A gratitudine di tante be-neficenze ricevute da Augusto IIIre di Polonia, già elettor di Bavie-ra, Rosalba (che scrisse poscia di luila fortuna me’l diede a conosce-re , e veramente a conoscere, perun principe il più benigno, il piùm igliammo, il più pio), volle far-ne per sè il Ritratto ad olio inmezza'figura , cui serbò nel pro-prio gabinetto fino alla morte. Pas-sò quindi in legato questo dipintoall’anzidetta famiglia Pedrotti diChioggia, affine di lei, poscia allafamiglia Penzo pure di Chioggia,anch’essa di lei affine, dalla qualevenuto in mie mani , io ne fecidono, per 1 ’ I. R. Galleria, al sem-pre amato Francesco I, d’immor-tai ricordanza , dal cui degno e-rede , 1’ augusto nostro monarca