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[Volume terzo e volume quatro.]
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Baffnacavallo, che fu consultoredella suprema romana Inquisizio-ne : mori in Parma ai <j dicembre'799 : splendide esequie per curadel p. Giuseppe Contessi guardia-no gli furono fatte nella chiesadi s. Francesco in Bagnacavallo il>3 febbraio 1800, avendo lavoratoalla mole funebre due chiari ar-tisti, Giambatista Gandoltì e Fi-lippo Bibiena, bolognesi. Il cano-ni#o Francesco Bertazzoli, che fupoi cardinale, encomiò il Conta-rmi, dimostrandolo regolare pie-no di osservanza, e teologo pienodi sommessione: 1 * Orazione fu-nebre usci in litigo per le stampedel Melandri in 4 -, 1800. Quellapompa di funerali sarà ricordataper molto tempo: le virtù e le lo-di del Contarini saranno semprenella memoria de’ buoni : i qualidiranno di lui, come sino dai pri-mi anni si porgesse degno di lo-de ; quando venuto dinanzi al ve-scovo di Faenza, perche lo ascri-vesse tra i cherici, il saggia pastore«sdamava v Cresci, o giovinetto,» sarai un giorno de’ miei coope-ri ratori in una delle più care por-si zioni della mìa greggia. » Quel-le parole vennero al cuore delContarini già tutto acceso disan-ta carità : e non tardò molto ascriversi tra i minori conventuali:ne’ quali parve un astro entro unanube ; tanta era la sua umiltà dafar velo alla grandezza dell’animoe dell’ ingegno 1 Ma la luce di luinon potè restarsi celata: fatto as-sistente dell’ordine, fu specchioa’confratelli, ai quali raccolti incapitolo persuase di nulla innova-re, come da alcuni volevasi, alleantiche urbane costituzioni. Sen-tendo molto innanzi in filosofia eteologia, fecesi ammirare in Mo-dena, Bologna e Ferrara profes-sando quelle facoltà cdl corredo,che possedeva, delle lingue orien-tali : fecesi ammirare in Roma,flov# fu chiamato dal pontefice

Voi,, III.

Pio vi e fatto consultore della s.Inquisizione : il supremo gerarcalui volle a parte de’grandi affaridella religione: volevasi conver-tire il famoso Cagliostro, ed a luine fu data la cura : volevasi porrea disamina il sinodo di Pistoia,ed il senno di lui tornò assai pro-fittevole: volevasi dar luce alle ope-re inedite del p. Sbaraglia ed al-l’Italia sacradelfUghelli, e gli stu-dii di lui furono di gran sussidio. Itempi miserevoli, che corsero poi,furono cagione che si smarrisseroi suoi manoscritti in materie Ca-noniche e teologiche : parlasi al-tresì di un manoscritto di filoso-

fia, che prima di sua morte con-segnò al p. guardiano di Parma,perchè fosse di guida agli studen-ti dell’ ordine. In quella città no-bilissima egli si era condotto qua-si a ricovero, come colomba, chefugge dalla procella: in quellamancò della morte del giusto, com-pianto da’generosi, che hanno inamore la virtù e la dottrina.

P. VACCOJ.UU.

TACCA (Giovanni), scultore,nacque in Carrara del r 8 o 5 . I suoigenitori non furono solleciti dellaprima educazione di lui; ma ilTacca, che sortì da natura eccel-lente ingegno, ed un’ indole ope-rosa, intese da sè allo studio dellelettere, che nelle stanche giornatedel viver suo gii tornarono poi amolto sollievo. Era chiamato perle arti belle: di questo si avvideil genitore. Quindi è che il rac-comandò ad un amico, onde gliinsegnasse il disegno e l’ opera dirilievo. Furono tali gli avanzamen-ti che in esse discipline egli fece,che non solo ognuno cominciò asperar bene di lui ; ma il medesi-mo suo genitore deliberò d’ in-viarlo a Roma, perchè in mezzoa quella moltitudine di esempli,che a grandezza invitano, e del-la gloria additano il cammino ^