in età di 45 anni : in casa tene*•scuola di retorica e teologia, del-la quale le Instituzioni vennero inluce in 1 voi. in 8 ., 1754, con po-co maturo consiglio di un suo di-scepolo. Spiegava anche il gius ci-vile e canonico, sempre con facon-dia: e condiva le sue lezioni connaturale festività. Frequentò lacompagnia dei dotti : tra* qualiAlessio Simmaco Mazzocchi, chenel trattato De dedicatione subbiscia portò la interpretazionegiudiziosa, che il Capasso fece diuna legge di Ulpiano. Nell’ac-cademia Palatina , ricca di beglijngegni.sifece ammirare per com-ponimenti sì in prosa che in verso,e per soddisfare alle richieste del-la corte scrisse più volte con buongiudizio. Afflitto del male dellapietra, dovette per due volte cer-care a Roma valenti litotomi. Relingue antiche, singolarmente lagreca ed ebraica, ebbe in delizienella prima età, poi si piacquescrivere sullo stile fidenziano emaccaronico; ma più nella linguaVernacola napoletana, nella qualeper certa uniformità, che gli par-ve notare colla greca, prese a ren-dere l ’Iliade ; ma non passò ilCanto VII. L’ aspetto di lui erasevero, e non avresti mai detto luidover essere sollazzevole ed inchi-nato al motteggio, siccome fu : ilMazzocchi appose al suo ritrattoquesta epigrafe.
Constant, acer, atrox, totuS mens ì to mtus acumen :
ys Huea animi facies, haud moror ora viri ,
Peccato, che un tal uomo fosseportato eminentemente alla satira,e lacerasse le più belle riputazio-ni con poesie serie e giocose, lapiù parte in lingua napoletana, emoltissime maccaroniche e fiden-ziane ! Si scagliò prima contro gliimitatori del Petrarca con sonetti,che intitolò Alluccate contro lil'tlrarchisti : poi più aspramente
contro Nicolò Amenta, autor dicommedie e letterato, nel che eb-be compagno l’ab. Audrea Belve-dere: e, per tacere di altri, controquel fiore di giudizio di Gio. Vin-cenzo Gravina (in occasione chequesti diede il Trattato della tra-gedia), ponendo in deriso le tra-gedie del medesimo. E forse piùche altro 1 ’ invidia mosse il duroAristarco, e d’altra veste coprì l’a-nimo ; ma il Vico, al quale portòa leggere una lunga satira controi professori suoi colleghi (dove siera posto egli pure per non farsicredere autore), lo scoperse, e mot-teggiando disse :
», Ben ti conobbi il cardinali <£ Aversi.
Alludendo al vescovo, che mainon permise al Capasso di ascen-dere agli ordini sacri. Questi, checominciava a declinare, fu perCarlo Borbone venuto all’acquistodel, regno allocato nella formadegli affari ecclesiastici per fa-vore del march. Gaetano Branco-ne, segretario di stato. Mancando-gli le forze, nè ritenendo più ci-bo, ebbe a sè » 1 medico, il qualapoiché gli dava poca speranza diguarigione, fu per lui motteggiatocon que’ versi del Petrarca :
„ Che fia di noi non so ; ma a quel eh ioscernoy
» y A* tuoi begli occhi il mal nostro nonpiace.
Cresciuto il male, ebbe i con-forti della religione, e passò il pri-mo giugno 1745'- fu sotterrato nel-la chiesa di s. Gio. a Carbonara,dove già riposavano Nicola Cirilloe Gaetano Argento, sue chiare a-micizie. Lasciò agli eredi un pìn-gue patrimonio, e memoria tradolce ed acerba. (1)
0. VàCCOllNI.
(1) Vedi Villarosa, Ritratti pattici,Rapali, 18A. pag. 5 ;.