Con questi conforti si pose entroalle segrete cose della storia e del-l’archeologia : si vólse ancora allafilosofia e matematica , ed alla fa-coltà medica e legale. Di quest’ul-tima fu nell’università lettore stra-ordinario : poi da una cattedra al-l’altra venne alla primaria di giuscivile nel 1695. Seguace a Platoneebbe contesa con Leonardo da Ca-pua, suo zio materno; mentre que-sti aderiva a Cartesio, e chiarove^erente in medicina I dove mo-strò tanto prima qualche idea ana-loga a quelle di Brown) arrischia-va nella fisica sino a sostenere po-tersi vedere da un alto monte l’i-ride in cerchio intero (1) . Ebbegara di precedenza coll’ altro cat-tedratico Nicola Capasso , e spia-eque agli Arcadi di Roma per es-sersi tenuto neutrale, quando l’Ar-cadia era in parti divisa ; per loche il nome di Timbriti Filippeofu bruttamente cancellato dal no-vero . Ma egli giovò 1* accademiaistituita dal duca di Medinacoeli :e fu tenuto il Polistore de’ suoitempi. Nel 1717 di anni 68 e gior-ni 15 mancò, credesi da alcuni, diveleno : e fu sepolto nella chiesaparrocchiale di s. Anna di Palaz-zo. Lasciò varii manoscritti, fra iquali una storia latina del Regno,che vuoisi capitasse in mano alGiannone suo discepolo. Le operestampate, secondo nota il marche-se di Villarasa (2) , sono le se-guenti :
1. De gj-mnasii constructione ,de Mausolei architectura, de har-monia Timaica, de numeris me-dicis dissert. pythagorica, episto-la de Colo Majrano (Neap., i 6 q 4,in 4).
(1) L’ Aulisio si scagliò contro con unepigramma, che conchiude :
Mira referi in cycium, ei tibi vertilur orbisi
Non sic ree geminai ebria turba videt,
(2) Ritratti poetici, Piap., j8a5, p. 38.
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2. Commentariorum Juris Civi-lis (Neap., 1719-20 in 4- Tom. 11,ib. 1754, in 4): versano sopra al-cuni titoli delle Pandette, e l’edi-tore fu Pietro Giannone.
5. In ir, lnstitut. Canonicar. Lib,Commentarla (Neap., 1721, in 4;Venet., 1758, in 8. Neap., 1702,in 8).
4- Delle scuole sacre , lib. 11 ,tom. ri, Nap. 1723, in 4.
5. Ragionamenti intorno alla fi-losofia e teologia degli Assiri, ec.
6. Rime diverse nella raccoltade’ poeti Napoletani , stampata aNapoli colla data di Firenze, tom.ri, 1725, in 8,
D. Vaccolini,
ZORZI (Alessandro), nacquea Venezia agli 11 settembre 1747di Leonardo e Carolina Trech-mayr : mortogli il padre , rimasefanciullo in cura alla madre, che,giovane qual era, pose tutto il suoamore nell’ unico figliuolo. Istrut-to nella gramatica , fu posto allescuole del Gesù .• dove a’17 annicompiè il corso di umane lettere edi filosofia. La nobiltà dell’originefu a lui di sprone a virtù, ed ( as-sentendo , benché a malincuore ,la madre) entrò nella Compagniaa’ 15 ottobre 1764. Fu a Bologna ePiacenza, indi a Parma, dov’ebbea insegnare gramatica , e in capoa poehi mesi dovette partirne coisuoi nel febbraio 1768. Tornatoa Bologna, ripigliò l’uficio di mae-stro; ma d^po larghi sputi di san-gue dovett^ lasciarlo : e diedesi astudiare teologia quattro anni sinoalla state del 1775, in cui ripatriò.Mortagli la madre , e disperandopoter seguitare la scuola di teolo-gia, che facea in propria casa, nul-la più lo riteneva a Venezia: ondeagl’ inviti det" rparchese CristinFrancesco Bevilacqua, nel marzo1774, si recò a Ferrara a istruiredue nipoti del cavaliere. Ingegnogrande> che si piegava facilmente