Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
391
JPEG-Download
 

de’ più celebri maestri in chirur-gia che si sapesse in Italia. I\è eglicon tutti questi studi medico-chirurgici lasciò dimenticate lebelle lettere, le quali ei riguarda-va siccome un ristoro ed un ricrea-mento alla severità degli' altri stu-di, ma molto ancora insisteva sul-la storia naturale e sulla botanica,e la fisica sperimentale ed in spe-cial modo la chimica, le qualiegli solea chiamare un divagamen-to dell’ animo suo , e per così direun compenso alle sue fatiche.

I suoi precettori, ed in partico-lar modo il Beccari, il proposeroai reggitori delle città di Faenza iquali andavano curiosamente cer-cando un valente medico per laloro Comune. Egli adunque essen-dovi stato nominato a pubblico de-creto quantunque non oltrepas-sasse il quarto lustro di età , neassunse 1’ ufficio : e ben tosto talopinione guadagnossi, che il suonome risuonò in breve tempo chia-ro per tutta la Emilia. E sì da o-gni parte venia richiesto ; e lo suecure, specialmente in alcune ma-lattie epidemiche le quali desola-vano allora quelle contrade, pro-dussero effetti meravigliosi. Que-ste malattie erano una razza difebbri gastriche e biliose compli-cate a verminazione nelle quali imedici di que’luoghi usavano a-stringenti e sudoriferi, sotto l’usode’quali, anzi che sanare regolar-mente, soleano imperversare, edavere poi generalmeute infaustoevento. Il Borsieri non tosto so-pravvenne che introdusse una curasemplice e convenientissima sicco-me quella che venia diretta control’essenza del male, la quale erariposta in una certa special condi-zione morbosa del tubo intestina-le e del fegato, e che egli soleaconsiderare per vizio gastrico, bi-lioso e verminoso. E la cura suaraggiravasi tutta sui purgativi evomitivi, e noli’ uso di alcuni an-

telmintici, tra’quali principalissi-mo era qualche preparato mercu-riale. E questa ragione di curaprodusse, siccome dovea incontra-re, effetti sì buoni e sì decisivi, chemolti anco tra i seguitatoti de’lorometodi sintomatici ed assurdi, siricredettero, divenendo pur ancoammiratori e per sopraggiuntaancora amici del medico triden-tino.

Pubblicò in appresso due lette-re latine nel i 55 col titolo : Deanthclmintica argenti vivi facili-tale. E nel 1761 fe’di pubblica ra-gione una scrittura sulle acquedi S. Cristoforo, delle quali fattal’analisi ritrovolle quasi simili aquelle del Tettuccio, ed ebbe que-st’operetta, siccome già l’altra aveaavuto , assai plauso e commenda-zione.

La sua fama di dotto e profon-do medico gli attirò anco degli a-lunni, i quali sotto la sua discipli-na divennero poi ciliari e famosipur essi: e intanto dilatandosi essaoltre i termini della Emilia pertutta la Italia, venne invitato col-le più splendide offerte a Ferraraa leggervi medicina; ma non piac-quegli di accettare preferendo diristare tra i suoi Faentini, ne’qùa-li riposto aveva tutto il suo amore.Ma non potè sottrarsi agli invitiautorevolissimi che gli furono po-co dipoi fatti di recarsi allo studiodi Pavia, la quale cosa accadde nel1769.

Fu egli, già fatto di nome cele-bre, creduto quasi necessario aquella scuola, la quale volevasi ri-formare, e sollevare a celebrità erinomanza: e tutte le più sollecitecure della illust. principessa la im-peratrice e regina Maria Teresa,e quelle de’suoi insigni ministririvolte erano a questo nobile in-tendimento.

Venne adunque in sul Ticinoall’accademia pavese, e conoscen-dolo qual egli era assennato e