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Osservazioni della topotesia delleForche Caudine: Alcuni monu-menti delmuseo Caraffa , Nap.,8.,1778). Sull’autografo Degli amoripastorali di Dafni e Cloe di A.Caro posseduto dal Daniele fu fat-ta feditone Bodoniana, Parma, /j-,1786, di cui furono tirati soli 60esemplari: Genealogìa della fa-miglia Caracciolo di Francescode’Pietri,iSiup.f., i 8 o 5 : vi aggiun-se le note ms. di Ferrante dellaMarra duca della Guardia , e lavita di Francesco de’Pietri, pienadi notizie letterarie del secolo xvi.
D. Vaccouni.
BORSIERI ( Giovambattista),fu uomo insigne per virtù e dot-trina, e medico di tanta nominan-za, che ben merita che si scriva ladi lui vita con sufficiente estensio-ne onde in lui si specchi la gio-ventù studiosa, e si inanimi e sisproni a correre la lunga e mala-gevole via della letteraria gloria.
Nacque quest’ uomo illustre ildì 18 febbraio dell’anno 1725 inTrento. La primiera infanzia e lafanciullezza egli ebbelc assai in-grate e per la perdita immaturadel padre stato onoratissimo uomodi guerra, e per 1’ abbandono didue fratelli suoi di maggiore età,i quali altrove trassero allo studiodella medicina. Dalle quali cosene venne tal disordine nella eco-nomia domestica, che quasi al nul-la ridussesi il già non pingue suopatrimonio. In una situazione cosìpoco atta a farlo emergere, pur e-gli emerse, perocché fattosi cuorecosì quasi di per sè misesi sotto ladisciplina di un padre Fioretti so-masco il quale in Trento aveva fa-ma di dotto e profondo conoscito-re delle lettere latine e italiane: eda sì fatto istitutore guidato fu al-lo apprendimento di quelle permodo che non ancor tocco il terzolustro di età componeva già e det-tava il giovinetto Borsieri e versi
e prose di tale maniera, che eranoun certo qual testimonio ed un’ar-ra di ciò che avrebbe un dì saputooperare. Poco di poi questo tem-po trasse a Padova per dare quiviopera allo studio della scienza del-la salute.
Gli Steliini, i Poloni, i Yalli-snieri, i Pontedera, i Morgagnifurono i suoi principali istitutorisì di filosofìa che di medicina : equali uomini e’ sieno stati non ac-cade il dirlo suonandone per ognidove chiarissima la fama. Dipoi e-gli passò un anno a Bologna, el’illustre Beccari gli fu fedele scor-ta nella pratica e clinica parte delsaper medico , la quale è la piùgrave e malagevole dell’arte: edanco nella chimica ne lo istruìessendo egli eziandio di questascienza istitutore. Indi il Baldi, ilLaghi e l’Azzoguidi, uomini fa-mosi e di gran sapere, pur conferi-rono ad istituire nella respettiva lo-ro facoltà questo devoto alunno diEsculapio: ed avendo tutti insie-me e concordemente riconosciutala dottrina e la perizia di lui, glianticiparono ( per privilegio chesolessi talvolta accordare agli este-ri ) 1’ onore della laurea dottorale.Ma non fu questo il termine deisuoi studi, anzi vieppiù infervora-tosi che prima, continuò e sì nel-lo studiare di per sè nelle operede’ gran maestri, e sì nell’ ascolta-re le lezioni di più professori : especialmente molto sudò nel cono-scere la materia medica, e nonpoco nello ammaestrarsi in oste-tricia: e nell’ anatomia poi si ren-dè assai esperto, esercitandosi di-ligentissimamente nelle sezioni epreparazioni anatomiche ; e perultimo per due anni continui fauditore del celebre Molinelli ilquale dava un corso di operazionichirurgiche sui cadaveri. Si con-dusse poscia a Firenze a udire ilnominatissimo Benevoli, il qualeera di quel tempo in grido d’uno