Band 
[Volume terzo e volume quatro.]
Seite
397
JPEG-Download
 

loro seguaci non avessero detto tut-ta la fortuna eli quel parto mo-struoso essersi dovuta soltanto al-le m aschere.il Gozzi, ferito nell’a-mor proprio, dettò altre opere nel-le quali benché avessero parte lemaschere, pure l’inviluppo e lo scio-glimento non dipendevano dallemedesime: e queste furono il Cor-vo, il He Cervo, Turandot, i Pi-tocchi fortunati, la Donna ser-pente, Zobeide, il Mostro turchi-no, tutte applaudite, e replicate inVenezia e fuori grandissimo nu-mero di volte. Nel 1766 la foga perle opere del Goldoni e del Chiariera cessata perchè si trovavanonelle nuove ripetizioni continuedel soggetto e di intere scene del-le vecchie commedie. Quegli andòa cercare migliore fortuna a Pari-gi e trovolla; questi, già fatto vec-chio, lasciò il teatro dando ancorasegni di vita letteraria con qualchellomanzo. In quell’anno il Gozzifra gl’intrighi d’una fra le perpe-tue sue liti, seguitò a soccorrere laprotetta compagnia del Sacchi conaltre opere parte d’invenzione ,parte tratte dal teatro spagn nolo, efurono: 1 ' Augel bei-verde, il Rede' Genj, la Donna vendicativa , laCaduta di donna Elvira , il Pub-blico secreto. La lunga consuetu-dine del Gozzi con i comici dellaanzi detta compagnia, i doni chefaceva delle lucrose sue opere, laprotezione che le aveva procurata,avevano creato di lui una specie didittatore a cui si ricorreva in ogniemergenza. Questa sua superioritàper altro non valse ad impedireche anche in quella come in tuttele altre , dopo una quiete mante-nuta per molti anni, non avesseroluogo dissensioni , disgusti e liti-gi ; nè giovarono le persuasioni el'autorità di Carlo ad infrenarne ime'uihri, che taluno volle allonta-narsene , tal altro vi rimase manou più contento. In questo mez-zo, cioè nel 177 1, giunse in qualità

di prima donna Teodora Ricci .Carlo, pregato dal Sacchi, e perchèla (ìsonomia della nuova venutanon gli spiaceva, le divenne pro-tettore, maestro, poi compadre, e,bisogna anche dirlo, amante. Mol-to dovette combattere con la natu-rale invidia delle altre donne, mol-to onde toglierle non pochi abitua-li difetti nell’ esercizio della suaprofessione , molto onde metterlain grazia del pubblico. Dotata pe-rò, siccome era, di buon talento ,finalmente riuseì. Per lei scrisse laDonna innamorata da vero chenon piacque perchè la Ricci nonera donna affettuosa: volgarizzò ilConte d'Essex ed il Fayel dalfrancese con poco buon successo,finalmente dettò la PrincipessaFilosofa, che bene convenendo alcarattere superbo di lei, le otten-ne compiuto trionfo. Dappoi com-pose il Moro di corpo bianco, iDue fratelli nemici e le Droghed'Amore, commedia celebre per glieffetti non teatrali ch’ebbe a par-torire e di cui vuoisi narrare lastoria.

Nell’ anno 177$ a occasione dilunga convalescenza da penosa ma-lattia , Carlo rimise la mano inquel componimento tratto dallospagnuolo, che aveva già princi-piato molto innanzi e che per al-tri pensieri avea posto da un can-to. Ridottolo a termine, il lesse aduna brigata di amici, tra’quali tro-vavasi la Ricci; e piacque. Duran-te questa malattia, e stando il Goz-zi per necessità lontano dal teatro,la comica strinse amicizia con Pie-tro Antonio Gratarol, segretariodel Senato, uomo frivolissimo, nousenza qualche talento ma donna-iuolo infinito. Quest’amicizia spia-cque a Carlo, e ’l fece sentire anchealla Ricci , la quale innamoratadella splendidezza di Pietro An-tonio , e se non altro della novi-tà, prestò quei cattivi ullizii soli-ti a farsi dalle donne in simili