die cjtiei pagamenti fossero rimes-si in corrente.
Un altro esempio della francamaniera di procedere dell' Oriania que’ tempi 1’ abbiamo nel rifiu-tar-! che fece dal giuramento, cheil Direttorio della Repubblica Ci-salpina, ad imitazione di quello della francese, intimò a tutti coloro cheoccupavano pubblici offici. Esistetuttora la lettera con cui rispose aquella intimazione, indirizzandosial commissario del direttorio Baldi-roni. Dichiarava in essa, rispettaregli tutti i Governi ben ordinati;non saper peraltro comprenderecome per osservar le stelle fossenecessario di giurar odio ai Gover-ni monarchici. Esser egli debitoreappunto alla generosità d’un mo-narca, se alcuna cosa avea potutooperar nelle scienze; quindi doveressere lui reputato il più ingratodegli uomini, ove s’inducesse agiurar odio al Governo dei re.< -Illudeva il suo scritto col mostrar-si sottomesso alla legge che Io pri-vava del suo impiego alla specoladi Milano, e professava non avreb-be mai cessato di fare i più fervidivoti per la prosperità della sua pa-tria. Tutti i tentativi, tutte le pra-tiche private del Direttorio nonvalendo a farlo desistere dalla pre-sa risoluzione, anziché rimoverlodalla Specola, permise il GovernoRepubblicano che la forinola delgiuramento fosse per Oriani mo-dificata. Così egli , ed i suoi colle-ghi Reggio e De-Cesaris, i qualisi erano appigliati al partito di lui,si limitarono a giurare sommessio-ne ed obbedienza alle leggi ed alpatto sociale allora convenuto, sen-za neppur far parola degli altriGoverni.
Questa fermezza non nocqueneppure in seguito all' Oriani; cheanzi fu sempre tenuto in gran pre-gio da chi reggeva la somma dellecose, ed onorato dirilevanti in-cumhenze. La Commissione rego-
latrice del nuovo sistema dei pesie delle misure fu da lui presiedu-ta ; le due Università di Pavia eBologna furono da lui riordinate ;e quando si creò l’Istituto italianoegli fu uno dei suoi membri pen-sionati. Ed a questo proposito me-rita ricordazione quella sua gene-rosa offerta della propria pensionea favore dell’ astronomo di Paler-mo Giuseppe Piazzi, il quale nonera stato compreso nel novero deiprivilegiati. Serrisene al segretariodell’ istituto a Bologna, dimostran-do quanto il Piazzi fosse beneme-rito delle scienze , e quanto fosseingiusto non esser egli da quelcorpo scientifico retribuito; e seil suo richiamo non sortì per allo-ra I effetto desiderato , fu poi ac-cordata la pensione allo scopritoredi Cerere, tosto che un posto frai membri pensionati si rese va-cante.
Quando si convocò la famosa con-sulta di Lione per dare ordinamen-to alla Repubblica Italiana, l’Orìa-ni fu fra i dotli che dovettero in-tervenirvi; e quando questa Re-pubblica si convertì in un Regno,1’Oriani continuò ad essere ono-rato dal nuovo re. Fu insignito de-gli ordini della Corona di Ferro,e della Legion d’Onore, fu Conte,fu Senatore.il ministero dellTstru-zione pubblica, ed il vescovado diVigevano furono da lui ricusatiper modestia e per amore allascienza che da tanti anni coltiva-va. Per questo amore egli accettòdi buon grado l’incarico di misu-rare l’arco del meridiano compre-so fra lo zenit di Rimini e quellodi Roma, in compagnia del De-Cesaris : incarico di cui tanto lode-volmente si sdebitò, ciie lettereonorevolissime ed il dono di unatabacchiera d’oro ne riportò dalministro dell’ interno a nome delViceré d’Italia.
Ed intanto eh’ egli pareva cosìdistratto da svariate occupazioni,