meditava, componeva , riduceva acompimento, e pubblicava nei vo-lumi dell’ Istituto dal 180G al 1810un’ opera classica , originale , laTrigonometria sferoidica. In essadiede egli pel primo compiuta so-luzione al problema di trovare tut-te le relazioni possibili fra i sei ele-menti di qualunque triangolo sfe-roidico : relazioni che il Clairantavea trovate nell’ unico caso chequel triangolo avesse un angoloretto, perchè s’ avvide che il casogenerale presentava tali difficoltà,che 1 ' Eulero non esitò a chiamareinsuperabili , dopo d’ avervi intor-no lungamente studiato. E ciò in-ducevano a credere eziandio i ten-tativi infruttuosi de’valenti mate-matici Da Séjour, de-Caluso, Le-gendre e Delambre. Pure 1 ’ Oria-ni non si ristette dalla difficileprova, e con indomita perseveran-za, e con lunghi ed ostinati stu-di ne usci trionfante , arricchen-do così la scienza di gran copia diformole nuove e di nuovi risulta-menti. Delle dottrine eh’ ei regi-strò in questa sua opera , fece poiesperimento applicandole alla geo-desia pratica , ed alla geografia ,pubblicando apposite memorie neivolumi delle effemeridi. In questisi ritrovano altre sue interessantiproduzioni, vuoi sulla rifrazioneastronomica, vuoi sull’uso di astro-nomici strumenti, vuoi sulla dire-zione del meridiano e sulla latitu-dine della specola di Brera; vuoisul modo di meglio determinareF obbliquità dell’ eclittica , argo-mento su cui tornò ripetutamen-te, e così riuscì ad assegnare il quar-to di questa obbliquità con mag-giore approssimazione di quellache si fosse mai ottenuta prima dilui. Tutti i volumi in fine dellementovate effemeridi, incomin-ciando da quello del 1778 a venirefino all’altro del 1 85 1, cioè perF intervallo di 53 anni , vannoadorni delle produzioni del suo in-
gegno, delle sue ricerche astrono-miche. Imperocché egli fu inde-fesso nello studio fino alla morte,ed anche dopo d’aver ottenuto dal-la munificenza dell’ imperatoreFrancesco Primo di ritirarsi dallefunzioni di astronomo per ragionedell’ età avanzata , non si ristettedall’occuparsi con ardore per l’in-cremento della scienza, e per man-tenere F Osservatorio di Brera inquel credito, cui per opera sua erasalito. E ciò egli potè fare per quel-la robusta costituzione che avevasortita dalla natura , e per quellaprosperità fisica nella quale seppemantenersi con un metodo di vitamoderato e temperante. Già ave-va compiuti gli ottanta anni, quan-do sugli ultimi mesi di sua vita simanifestò in lui qualche difficoltànella respirazione : difetto che an-dò poi celeremente aumentando,finché s’accorse, senza turbarsi,d’essere giunto al termine dellavita. Fra i conforti della vera pie-tà , e le lagrime degli amici spiròcolla serena tranquillità dell’uomogiusto il t2 novembre dell’anno1852. I suoi funerali furono tantodecorosi, quanto si richiedevanoad onorare un uomo universalmen-te apprezzato; e la salma dell’il-lustre trapassato venne accompa-gnata fra i canti funebri degli ami-ci, dai colleglli dell’ Istituto e del-la Specola, dai discepoli, dagli am-miratori suoi. Dna bella lapide glifu subito eretta nel cimitero daisuoi eredi; ed ora già si ammirasotto i portici del palazzo di Breraun bel monumenio con eleganteiscrizione, il quale tramanderà aiposteri , che Barnaba Oriani fuonorato , siccome meritava , ancodai suoi contemporanei. Egli fu invita modesto e riservato , tenace-mente amante del giusto, e sempresinceramente attaccato a quella re-ligione santissima per la quale ave-va abbracciato lo stato ecclesiasti-,co. Fu tenero e generoso amico, e