rettori al timone delle famiglie,in vece di usare la loro voce auto-revole e il pungolo della emula-zione a dirigere e ad accelerare ipassi de’ giovani , vadano troppospesso ritraendo le redini e tar-dandone il corso. Sono piacevoli atale proposito le parole dell’ a.u Osservo, che uno dei soggetti,sui quali, generalmente parlando,gli uomini mostrano minore equi-tà ne’ loro giudizii, sono le scien-ze e le lettere. Un briccone falli-sce dolosamente, un altro bricco-ne uccide un buon cittadino : gliuomini ne parlano per due o tregiorni , e poi tutto si dimentica ;ma se un uomo, e molto più seun giovane ardisce di fare un libroe non ripeta le comuni opinionidegli altri libri ; chi sussurra daUna parte chi dall’ altra ; gli pio-vono addosso i critici , i satirici,gl’ invidiosi: raccogliete ivoti del-la moltitudine, rare volte li tro-verete dalla parte della ragione :eppure un libro che non sovvertai principii della società, che nonoffenda la morale, è certamenteun mal minore in ogni caso di unfallimento od’un assassinio».
Così pare anche a noi ; se nonche 1’ a. non doveva dissimulare,che i fallimenti dolosi e gli assas-sinii, quando non danno più argo-mento di discorso al pubblico, se-guono ad occupare i tribunali;laddove, de’libri buoni e cattivil’unico tribunale è il pubblico;però non convien molto sdegnarsidelle sue censure , nè alcuna ven’ ha così dura, che il suo silenzionon lo sia ancor più. Oltre di chei delitti , e tanto più se circo-scritti ai fallimenti dolosi e agliassassinii , considerati come ma-teria vecchia, ingrata ed infecon-da, si potrebbero tutto al più pa-ragonare alla milionesima edizio-ne di un libro , la quale non ar-reca nulla di nuovo onde si abbiaa parlarne.
tOJ
Pieno di amenità è 1’ articoloche ha per titolo : Il tu, voi e lei :Il dialogo fra un Mandarino edun sollecitatore : Il tempio dellaIgnoranza : molto rilevanti pei lo-ro argomenti, e pel modo eoa cuisono trattati, sono i due Sul com-mercio e Sul lusso t
E antico destino d’Italia che iprogressi nelle lettere e nel sa-pere siano dalle perpetue questio-ni di lingua indugiati. Nel discor-so dell’ a. intitolato : Pensieri sul-lo spirito della letteratura d'Ita-lia, ci siamo abbattuti in alcuniluoghi convenientissimi alle odier-ne quistioni: « Nell’Italia nostraperò vi sono tuttavia gli aristoteli-ci delle lettere, come vi furonodella filosofia ; e sono quei tenaciadoratori delle parole, i quali fis-sano tutti i loro sguardi sul co-nio d’una moneta, senza mai va-lutare la bontà intrinseca del me-tallo, e corron dietro e preferisco-no nel loro commercio un pezzod’ oro perfettissimo, di cui I’ im-pronto sia fatto con minor cura ».E altrove: « Questi miserabili pa-rolai sono il più forte ostacolo cheincontrano anche al dì d’ oggi inItalia i talenti che sarebbero dal-la natura altronde felicemente di-sposti per le lettere : essi co’ lororigidi precetti impiccoliscono edestinguono il genio de’ giovaninell’ età appunto più atta a svi-lupparsi .... e quel pittore il qua-le nelle prime opere sue, se fossestato libero, avrebbe prodotte mol-te bellezze e alcuni difetti per mi-gliorare poi sempre colla propriasperienza, s’agghiacciacolla pedan-teria deU’imbecille e venerato suomaestro, e per troppo temere idifetti, non produce più nè difet-ti nè bellezze proprie, ma oscuree dispregevoli copie, non mai ca-paci di dar un nome all’autore ».
u Questa disgrazia dell’ Italia èprovenuta, cred’ io, da ciò chenell’ Italia, quasi appena dopo il