«ÌP ingresso che all* «scita dellostato, e ciò per giustizia e perincoraggiare le manifatture in-terne.
M-a per non invadere questoampio regno dell’ economia poli-tica a chi lo tiene in Italia collalegittimità del merito, noi riman-diamo i nostri leggitori alla clas-sica opera dell’illustre Melchior-re Gioia (1) che in assai luoghiparla delle Meditazioni politichedell ’ a ., e a ciò che ne scrisse ilCustodi (2).
Abbiamo letto con amore pro-porzionato all’ importare dell’ ar-gomento, le Riflessioni sulle leg-gi vincolanti principalmente nelcommercio de' grani , scritte dal-l’a. nell’anno » 7ÉÌ9 7 e applicateallo stato di Milano. Abbiamo do-vuto ammirare lo zelo ardentissi-mo del Verri nel correggere opi-nioni inveterate, nel dimostrarecon buone ragioni e con opportu-ne prove di fatto i vantaggi dellalibertà del commercio de’grani,nel proporre regolamenti politici,atti a diffondere nel pubblico que-gli utili che viziose leggi avevanoaccumulati su pochi individui, iquali del comun danno facevanoun indebito lucro (5), e nel pro-porre le cautele necessarie ad ope-rare felicemente le necessarie ri-forme. 11 raziocinio e tutta la de-duzione dei fatti presentati inquest’ opera sembrano avvalorareil sistema di lui, che però , a no-stro credere, può andar soggettoa grandissime eccezioni determi-nate sulla specialità delle circo-fi) Nuovo prospetto delle scienze eco-nomiche, passive.
(2) "Economisti italiani. Voi. xv. fac.82-36.
(3) (e I magistrati, custodi di lai leg-gi, davano le dispense e le tratte, equesta lucrativa facoltà li teneva tena-cemente a difendere la pretesa saviez-za delle leggi tramandateci da’maggio-ri n. Ferri Proem. all’ ediz. del 1 7176.
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stanze locali sia topografiche siapolitiche. In fatti un anno dopola pubblicazione di queste Rifles-sioni comparvero in Francia i fa-mosi Dialogues sur le commercedes blés , ne’quali l’ab. Galianidistrusse ogni sistema.
Ma forse le disparate circostan-ze, nelle quali e per le quali scris-sero i due autori, cioè di un va-sto regno qual è la Francia, e del-lo stato di Milano qual era del1769, potrebbero giustificare ladisparità delle opinioni loro, sen-za che ne scemasse la verità e lautilità dell’ applicazione a’ paesiper cui quelle opere furono sin-golarmente composte. Il fine pelquale scrisse Verri fu di persuade-re que’ pochi, cui era affidato ilreggimento della provincia, e loottenne informandoli di mano inmano che andavano succedendosicolla consegna delle sue carte. Maquando fu costituita la repubbli-ca cisalpina, diede alla luce il suotrattato. Le teorie sono quelle stes-se delle quali fece uso nelle Me-ditazioni sull' economia politicapubblicate vent’anni prima.
Alcune altre scritture dettò eglimentre era magistrato ora per lariforma delle monete, ora presen-tando un Progetto di una tariffadella mercanzia per lo stato diMilano ecc.
Il santo desiderio di giovare allapatria non si scompagnò mai da P.Verri, il quale, allorché per a-verla troppo amata cadde in disfa-vore, fe’ dignitoso anche il suo ri-tiro dalle magistrature , scrivendole Memorie storiche sulla econo-mia pubblica di Milano. Questefurono da lui dettate nel 1^63 jpoi rivedute nel 1768. Finalmen-te nel 1797, premesso al suo ras.un nuovo avvertimento, pensavadi pubblicarlo , ma la morte pre-cise il suo divisaniento.
Dalla somma dei fatti narratiin quest’ opera s’ impara che il