• pervertiti per falsità di dottrina1’ appoggio il lume la guida allavera fede , i poveri tutti il padreamoroso. Il quale sovente nelle ma-ni de’particolari pastori del cri-stiano gregge confidava i segretisussidii da dispensarsi nel silenzioalla vergognosa indigenza; e stret-to dal voto di povertà imploravada’ 6uoi superiori e dall’ autoritàdel pontefice di poter volgere li-beralmente a prò’de’miseri il su-dato stipendio che proveniagli dal-la sua cattedra. Fu quindi egli deiprimi promotori e contribuenti alpubblico asilo di mendicità ed alpio istituto de’ sordo-muti, chetanto onorano la filantropica cittàdi Siena ; dove a tutti è noto al-tresì com’ egli accostatosi al lettodi moribondo amico lungamenteinvolto negli errori di Lutero, pe-netrar seppe soavemente nel fon-do di quell’anima travagliata, com-muoverla, illuminarla, persuader-la , e pe’conforti della verace reli-gione sotto il manto condurla del-la divina clemenza.
Poche ma degne produzioni dilui ne rimangono a far fede ancoa’ posteri del valor dell’ ingegno edel profondo suo sapere, quali so-no il funebre elogio dell’ anatomi-co Semenzi letto in Siena nel giu-gno del 1812 e tuttora inedito,quello del naturalista Soldani pub-blicato nel 1810, e l’altro nel 1824del cav.Giulio Bianchi, nome sem-pre caro e venerato a’ riconoscentisuoi concittadini Sariesi. Ma unpiù vasto ed importante lavoro eida lungo tempo meditava, ondeonor sommo a sè avrebbe ed al-l’Italia cresciuto , un diffuso elo-gio istorico, cioè, del celebre navi-gatore cav. Alessandro Malaspina,brigadiere nella regia Marina Spa-gnuola, nato in Mulazzo nel 1^54e morto in Pontremoli nel 1810$i cui viaggi per due volte animo-samente intrapresi e compiuti in-torno al globo, e le cui nautiche ed
astronomiche osservazioni furonosì utili al commercio degli Euro-pei ed all’incremento delle scienzeda non dover cadere in dimenti-canza. Gli oltraggi della fortuna edi maligni contrasti che non man-carono a questo novello Colombo,siccome di rado mancano a’gran-di ed operosi genìi, ben merita-vano d’ essere ricordati ad altruiammaestramento e conforto. Ed ilRicca, tenerissimo della gloria dilui e della nazione, aveva all’uo-po già molti materiali raccolto edisposto, mentre attendevane al-tri, ed a scrivere già si accingeva,quando nel nono giorno di marzodel i 832 fu colpito da fiera apo-plessia , che se la vita non gli tol-se, e se fu questa quasi per tre an-ni prolungata dalle amorevoli edassidue cure de’ 6uoi confratelli «degli amici professori dell’ arte sa-lutare, assai nondimeno in lui sce-mò di quel prospero vigore di cor-po e di spirito, che non eragli fi-no allora venuto meno.
A noi fu dato di rivederlo nel-1 ’agosto del 1 835 5 ma oh quantodiverso da quello che nei fiorentisuoi giorni lo avevam conosciutoin quel collegio medesimo , cuisiati» debitori della nostra educa-zione! Egli era seduto e pressochéimmobile nel suo gabinetto mine-ralogico, intento a devote preci edascetiche meditazioni ; e benchéinalterabile serbasse la serenità delsuo volto, indizio di un’ anima pu-ra, le parole quasi tronche usciva-no a stento dal suo labbro già sifacondo, ed i suoi occhi non piùvivaci sisollevavanolanguidamen-te verso que’ naturali prodotti daesso quivi con tanto studio raccol-ti, come additargli a noi volesse,e parea dirne: « Io dovrò presto ab-bandonargli », talché grandissimane fu la nostra commozione e tri-stissimo il presentimento. INelgiorno i 4 di gennaio del i 835una sincopa improvvisa spense